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Il Napoli a meno 8 dalla Juve, ora testa ai Reds, Ancelotti: “niente calcoli”

Il Napoli a meno 8 dalla Juve, ora testa ai Reds Ancelotti: “niente calcoli”. Martedì ad Anfield senza paura ma con la mentalità giusta

Il Napoli a meno 8 dalla Juve, ora testa ai Reds Ancelotti: “niente calcoli”. Così il Tecnico prepara gli azzurri in vista della Champions. Martedì ad Anfield senza paura ma con la mentalità giusta e schiera i titolarissimi.

Il Napoli a -8

Tre giorni, tutti da vivere, intensamente. Secondo l’ edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il campionato va nel dimenticatoio, seppur per uno spazio breve. Giusto il tempo per preparare il martedì di Champions League e la sfida contro il Liverpool, che ieri mattina ha rifilato 4 reti al Bournemouth. Archiviato l’impegno col Frosinone con altrettanti gol, nulla più potrà accavallarsi nei pensieri di Carlo Ancelotti: l’unica presenza sarà la notte di Anfield, le sue suggestioni e la convinzione che l’impresa potrà riuscire. Il resto, conta poco o niente. Era importante, prima dell’impegno europeo,ristabilire le distanze dalla Juventus. E il -8 è ancora lì, a certificare che l’unica antagonista della Juventus resta il Napoli.

Il turover con i nuovi

La Serie A può aspettare, ne riparlerà da mercoledì l’allenatore napoletano. Ora, c’è un ottavo di Champions da conquistare e la valenza della sfida col Liverpool è stata confermata dalle scelte di formazione fatte da Ancelotti, ieri pomeriggio. Un turnover ampio, con tre esordienti: Ghoulam, in stagione; Meret e Younes in assoluto, col Napoli. E, poi, il giovane Luperto che aveva già giocato dal primo minuto, all’Olimpico, contro il Torino. Stando alla Gazzetta, era dal settembre 2009 che il Napoli non schierava una formazione così giovane: l’età media è stata di 25 anni e 243 giorni. Insomma, ha voluto fare le cose con criterio, il tecnico napoletano, favorito anche dall’ inconsistenza dell’avversario, il Frosinone, che non ha mai dato l’impressione di poterlo impensierire.

Ora i Reds, Ancelotti ci crede!

Prossima fermata, Liverpool, dunque. E’ lì che Napoli trasferirà le proprie forze, si porterà dietro l’entusiasmo e la convinzione di avere a disposizione due risultati su tre per passare la fase a gironi. “Proviamo ad essere sereni. A questa sfida ci arriviamo con la mentalità giusta, i giocatori stanno bene e la condizione è ottimale”, ha dichiarato Carlo Ancelotti. Sarà il solito Napoli, il suo Napoli, che vorrà imporsi sul piano del gioco così com’ è accaduto a Parigi e al San Paolo, proprio contro il Liverpool. “Anche perché noi, per caratteristiche, non siamo capaci di fare una partita difensiva. E, poi, non è questa la gara adatta per mettere il pullman dinanzi alla porta”. Non ci sarà un Napoli raccolto a difesa della porta di Ospina. Ancelotti darà l’ordine di attaccare, costringerà l’avversario alla prudenza, provando a sorprenderlo con i suoi cannonieri.

Gli attaccanti

Con la doppietta realizzata al Frosinone, Arek Milik ha raggiunto Lorenzo Insigne e Dries Mertens a quota 7 reti in campionato. Dei 32 gol realizzati fin qui (miglior attacco insieme a quello juventino), ben 21 sono stati realizzati dai tre attaccanti. E col tridente partirà anche Jurgen Klopp: ieri Salah ha segnato una tripletta. “Meglio che li abbia fatti oggi, è probabile che martedì sarà più tranquillo”, ha commentato l risultato dei rivali, scherzando, Ancelotti.

Titolarissimi in Champions

Stando alla Gazzetta, Il tecnico azzurro, per martedì sera, ha le idee ben chiare. In campo manderà la migliore formazione: Ospina tra i pali; Maksimovic, Albiol, Koulibaly e Mario Rui nei quattro di difesa; Callejon, Allan, Hamisk e Fabian Ruiz formeranno la mediana, mentre Mertens e Insigne comporranno la coppia d’attacco. Ad Anfield ha legato un momento molto importante della sua carriera di allenatore. “È vero, nel 2010, battendo il Liverpool sul proprio campo, ipotecai la Premier League alla guida del Chelsea. E tre anni prima col Milan superai i Reds in finale di Champions, ad Atene”, ha ricordato. Ma il Liverpool gli riporta alla mente anche due finali di Champions perse: la prima, con la Roma, nel maggio 1984, anche se lui era in tribuna, infortunato; la seconda a Istanbul, nel 2005, persa ai calci di rigore.

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