Corriere dello Sport: “Inter-Napoli, quattro contro uno: il peso degli attacchi nella corsa scudetto”
La solitudine del numero nove racconta meglio di qualsiasi analisi il momento del Napoli alla vigilia di San Siro. Come scrive Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, le differenze con i top club italiani, evocate da Conte a Cremona, oggi non riguardano storia o fatturato, ma gli uomini a disposizione. A ventiquattr’ore dallo scontro diretto che può portare l’Inter a +7 o riaprire tutto riportando gli azzurri a -1, la fotografia offensiva è impietosa: Conte prepara la partita con il solo Hojlund al massimo della condizione psicofisica.
Il grande ex Lukaku è fermo da agosto, Lucca è in uscita dopo un girone opaco e anche Neres, partner naturale di Rasmus, resta in forte dubbio dopo l’infortunio alla caviglia sinistra contro la Lazio. Dall’altra parte, sottolinea ancora Fabio Mandarini sulle colonne del Corriere dello Sport, Chivu può permettersi il lusso dell’abbondanza: nel 3-5-2 interista le opzioni sono Lautaro, Thuram, Pio Esposito e Bonny, con correttivi pronti anche a gara in corso.
I numeri spiegano tutto. A parità di gol subiti (15), la vera distanza tra Inter e Napoli sta nella produzione offensiva: 40 reti nerazzurre contro le 28 azzurre. Una differenza netta, quasi simbolica, che Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport sintetizza così: quattro contro uno. Tutti contro Hojlund.
La radiografia della vigilia non lascia spazio a interpretazioni. Il Napoli arriva a Milano nelle peggiori condizioni possibili, tra indisponibili pesanti (Ambrosino, Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Lukaku) e uomini in forte dubbio come Neres. L’Inter, invece, recupera praticamente tutti, eccezion fatta per Dumfries. E anche senza l’olandese, in campionato sono arrivate sei vittorie consecutive dopo il ko nel derby: 14 gol segnati, che portano il totale a 40, miglior attacco del torneo, come evidenziato ancora da Fabio Mandarini del Corriere dello Sport.
Lautaro, capocannoniere con 10 reti (14 complessive), guida un reparto che ha trovato risposte anche senza Thuram per un mese: l’impatto di Bonny, la crescita di Pio Esposito, il contributo di Calhanoglu, Dimarco e il ritorno produttivo di Zielinski certificano le ambizioni nerazzurre, Milan permettendo.
In casa Napoli, invece, Hojlund resta il simbolo e il peso specifico dell’attacco: 9 gol stagionali, 6 in Serie A, senza mai poter rifiatare. Alle sue spalle, nonostante gli stop prolungati, figurano ancora De Bruyne e Anguissa. Gli esterni e i centrocampisti offensivi incidono poco: McTominay e Neres sono fermi a quota 3, appena più di Spinazzola, Lucca e Lang. Una sproporzione che rende ancora più chiara la distanza tra le due squadre, come chiude Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport nella sua analisi.
