Agguato al fratello di Pisacane, presi i due presunti responsabili

Agguato al fratello di Pisacane, presi i due presunti responsabili

Sarebbero l’esecutore materiale e uno dei complici dell’agguato a Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari. Come riporta Repubblica Napoli, Vincenzo Bevivino, 27 anni, e Vincenzo Rossi, 28, entrambi originari di Chiaiano, sono stati fermati a Montesilvano, in provincia di Pescara, con l’accusa di tentato omicidio.

Secondo la ricostruzione di Repubblica Napoli, i due si sarebbero allontanati da Napoli la notte stessa dell’agguato, ma la loro fuga è terminata l’altra sera grazie a un’operazione congiunta della Squadra Mobile di Pescara e dei colleghi partenopei, che hanno eseguito il fermo di polizia giudiziaria. Domani è prevista l’udienza di convalida davanti al gip di Pescara, dopodiché gli atti saranno trasmessi a Napoli per competenza territoriale.

L’episodio sarebbe maturato a seguito di un litigio avvenuto il 4 gennaio scorso all’interno del risto-pub “Pisadog19”, gestito dalla vittima. Come racconta ancora Repubblica Napoli, tre clienti avrebbero discusso con una cameriera per uno spritz accidentalmente finito sulla scarpa di una di loro. Pisacane sarebbe intervenuto per difendere la dipendente e riportare la calma, ma quell’episodio avrebbe innescato una vendetta successiva.

Secondo gli inquirenti, riportano le cronache di Repubblica Napoli, una delle donne coinvolte nel litigio avrebbe contattato i due fermati, che insieme a un terzo uomo avrebbero atteso Pisacane alla chiusura del locale, tra vico Tre Re a Toledo e vico Lungo Teatro Nuovo. Il 27enne è stato ferito con due colpi di pistola alle gambe, mentre il padre, intervenuto per difenderlo, è stato colpito con pugni. Presente anche la madre della vittima, che fin da subito ha parlato di un vero e proprio agguato.

Le indagini sono state facilitate dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno consentito di identificare rapidamente gli aggressori, i quali non si erano coperti il volto. I due fermati non sarebbero legati ad ambienti camorristici, circostanza che rafforza la pista della vendetta personale. Un errore che, come sottolinea Repubblica Napoli, ha reso breve la loro fuga e ha portato al fermo nel giro di pochi giorni.