Napoli, due punti persi e l’incubo Var: certezze e ombre verso l’Inter
Antonio Corbo
Verona 13 punti, Napoli 38 con una partita in meno. Il pareggio del Maradona costa due punti agli azzurri, ma lascia in eredità sensazioni contrastanti. Come scrive Antonio Corbo su Repubblica Napoli, da un lato emergono certezze importanti, come la capacità di reagire alle difficoltà e una condizione fisica rassicurante a pochi giorni dalla supersfida con l’Inter; dall’altro, prende corpo una sensazione inquietante, quasi un incubo, legata al peso crescente del Var.
Secondo l’analisi di Antonio Corbo sulle colonne di Repubblica Napoli, il campionato rischia di essere condizionato da quella che definisce una vera e propria “dittatura del Var”. I due gol annullati al Napoli, in altri tempi, sarebbero stati probabilmente convalidati. Le conclusioni vincenti di McTominay e Hojlund vengono cancellate da controlli tardivi e cavilli impercettibili, lasciando la sensazione di un processo dal verdetto avverso e inappellabile.
Il problema, sottolinea ancora Antonio Corbo su Repubblica Napoli, è sistemico: in assenza di regole chiare e uniformi sugli interventi della tecnologia, l’esito di un campionato resta sospeso alle fatalità. Il Var diventa una giuria sovraordinata, “seduta sulle nuvole”, capace di ribaltare qualsiasi azione cercando a ritroso un dettaglio irregolare. In questo scenario, vincere lo scudetto rischia di assomigliare a una lotteria, mentre il vertice di Federazione e arbitri osserva il dibattito senza intervenire.
Ma il Napoli non è esente da responsabilità. Come evidenzia Antonio Corbo su Repubblica Napoli, nel primo tempo la squadra di Conte sembra non presentarsi in campo, subendo due gol da un avversario che ha 25 punti in meno in classifica. L’assenza di Neres pesa sul ritmo e sulle distanze, mentre le novità Lang ed Elmas non incidono: il primo risulta inefficace, il secondo appare smarrito in un ruolo che spezza i meccanismi della catena di destra, quella che con Di Lorenzo, Politano e Neres aveva garantito profondità e imprevedibilità. Anche in difesa Buongiorno soffre, pagando errori che già in altre gare avevano portato a rigori contro.
Il fallo di mano che vale il 2-0 del Verona è una frustata, ma da lì nasce la reazione. Conte ridà tono alla squadra e, dopo l’ennesimo gol annullato, azzarda una variante tattica. Marianucci emerge sulla destra, consentendo a Di Lorenzo di alzarsi, mentre l’ingresso di Lucca cambia gli equilibri offensivi. Il Verona si distrae, Montipò accorcia le distanze sotto la pioggia di Fuorigrotta e il Napoli porta a casa almeno un punto. Due punti persi, ma anche motivi per rincuorarsi. E, come conclude Corbo, altrettanti motivi per riflettere sul calcio italiano.
