Benitez e Inter-Napoli: «Non sarà decisiva, ma pesa tantissimo»
C’è un passato che ritorna e che profuma di grandi notti. Inter-Napoli non è una partita qualunque nemmeno per Rafa Benitez, che dall’Acropoli, oggi alla guida del Panathinaikos, osserva a distanza una sfida che sente profondamente sua. Come racconta Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, l’esperienza italiana del tecnico spagnolo è racchiusa in due anni e mezzo intensi, ricchi di trofei e di emozioni vissute proprio tra Milano e Napoli.
«Inter-Napoli non è mai una partita qualsiasi», spiega Benitez nell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. «Domani sera non potrò vederla perché ho impegni di campionato, ma resta una sfida speciale anche per me». L’ex allenatore azzurro si sofferma sul presente: «Il Panathinaikos è un club prestigioso, qui sto cercando di costruire qualcosa che resti nel tempo».
Alla domanda chiave sulla favorita di San Siro, Benitez non si sottrae. «Classifica e fattore campo direbbero Inter, ma il Napoli è campione d’Italia. Se guardiamo il momento, arriva meglio Chivu: ha quattro punti di vantaggio e un percorso recente molto netto», osserva Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
Il tema delle assenze pesa soprattutto sul Napoli. «De Bruyne, Anguissa, Lukaku, Gilmour e un Neres in forte dubbio sono valori altissimi», ammette Benitez. «Ma Conte è abituato a gestire situazioni al limite. Chi ha vinto tanto come lui ha sempre soluzioni», sottolinea ancora Antonio Giordano per la Gazzetta dello Sport.
Lo sguardo si allarga al campionato. «Inter e Napoli sono di nuovo protagoniste, come accade da cinque anni insieme al Milan. Due scudetti a testa non sono un caso, raccontano il lavoro di Marotta e De Laurentiis», spiega Benitez, ricordando come anche il Milan abbia interrotto questo dominio recente. «Con Allegri resta competitivo, ma i punti persi iniziano a pesare».
È un campionato aperto? «Prestissimo per dirlo», avverte Benitez nell’analisi pubblicata dalla Gazzetta dello Sport. «Ci sono ancora Juventus, Roma, la Champions che tornerà a incidere. L’Inter sta leggermente meglio, ma gennaio con tante partite ravvicinate può cambiare tutto».
E San Siro, cosa deciderà? «Nulla di definitivo», chiarisce l’ex tecnico. «Una vittoria dell’Inter allontanerebbe il Napoli, non lo escluderebbe. Sette punti si possono recuperare: bastano due pareggi davanti e due vittorie dietro». Una partita non decisiva, ma dal peso specifico enorme.
Nemmeno il 3-1 dell’andata conta più di tanto. «Meno di niente», taglia corto Benitez. «Erano altre squadre. Il Napoli aveva De Bruyne e Anguissa, l’Inter gerarchie diverse. Oggi, ad esempio, Zielinski è diventato centrale», ricorda Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
Le stelle? «Pesano, ma senza organizzazione non vai lontano», conclude Benitez. «Leader ce ne sono da entrambe le parti: Lautaro, Thuram, Calhanoglu, Barella e Zielinski per l’Inter; Lobotka, McTominay e Hojlund per il Napoli. Nessuno vuole perdere una gara così».
