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“Caro Verdi resta a Bologna, ma che ci vai a fare a Napoli”. I tifosi del Bologna scrivono a Verdi. Da Napoli vi ricordiamo la storia , la cultura e le parole di Morandi e Dalla.

I tifosi del Bologna scrivono a Verdi per dissuaderlo dal trasferimento: “Caro Verdi resta a Bologna, ma che ci vai a fare a Napoli“. Sul sito 051.it è stata pubblicata una lettera di un tifoso rossoblu che rappresenta la voce del tifo emiliano.

Di Francesco Pollasto napolipiu.com

“Caro Verdi resta a Bologna, ma che ci vai a fare a Napoli”

Napoli. Diciamolo immediatamente ci sta che i tifosi non vogliono lasciare i propri idoli, se poi ti chiami Bologna e in poco tempo vendi al Napoli due simboli come Diawara e Verdi l’incazzatura è d’obbligo.

Quello che non ci sta è dire “cosa ci va a fare a Napoli“. E’ allucinante come si possa impedire ad un giocatore nel pieno della maturità di andare a giocare nella capolista della serie A.

Bologna è speciale….una città ricca di cultura

Un passaggio ha colpito particolarmente la nostra attenzione: “Bologna è speciale, Bologna ormai è casa tua, una città che ti permette di passeggiare per le vie del centro senza pressioni, una città ricca di cultura, una città che ama il bel calcio e vuole tornare a sognare“. Premettendo che Napoli ha 3000 anni storia e che nel 2017 è stata la capitale assoluta del turismo culturale. I calciatori azzurri, vedi Hamsik piuttosto che Mertens non possono fare a meno di vivere la città ammaliati ed innamorati.

Morandi e Dalla e i cori contro i napoletani

I bolognesi vivono di luoghi comuni legati a stereotipi del passato, mi piace ricordare due Bolognesi illustri come Morandi e Dalla.

Il primo affermò: “I cori razzisti contro il Napoli, sulle note di caruso di Lucio Dalla?: «Mi sono vergognato». A Napoli nessuno avrebbe mai fischiato una canzone di Pino Daniele.

Lucio Dalla  invece disse: «La bellezza di Totò è la bellezza di Napoli. Napoli sembra una città, ma è una nazione […] Io non posso fare a meno, almeno due o tre volte al giorno di sognare di essere a Napoli. Sono dodici anni che studio tre ore alla settimana il napoletano, perché se ci fosse una puntura da fare intramuscolo, con dentro il napoletano, tutto il napoletano, che costasse 200.000 euro io me la farei, per poter parlare e ragionare come ragionano loro da millenni»

CARI BOLOGNESI

Quindi cari  bolognesi, svegliatevi dal sonno, e accettate la realtà, ci sono lettere e lettere, quelle che non volete accettare sono in tinta azzurra!.

I tifosi del Bologna scrivono a Verdi

“Caro Simone, chi ti scrive è uno dei tanti tifosi di una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano. Nei mesi scorsi abbiamo capito quanta sincerità ci fosse nelle tue parole, la convinzione nel voler vestire a lungo la maglia rossoblù. Nonostante il tuo indiscutibile talento, al Napoli saresti uno dei tanti, un gregario con il forte rischio di essere messo da parte e poi spedito altrove per ritrovare se stesso, sulla scia dei vari Gabbiadini, Giaccherini e Pavoletti. Meglio essere il leader sul campo e il simbolo di una società dove si stanno gettando le basi per tornare ad alti livelli e crescere insieme, oppure ricominciare pressoché da zero altrove? Bologna è speciale, Bologna ormai è casa tua, una città che ti permette di passeggiare per le vie del centro senza pressioni, una città ricca di cultura, una città che ama il bel calcio e vuole tornare a sognare. Caro Simone, ma che ci vai a fare a Napoli? Diventa la nostra bandiera in uno sport dove le bandiere non esistono più”. 

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