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Milan-Inter è “allarme rosso”. Sarà il derby da 660 milioni… di debiti

Stasera al Meazza andrà di scena il secondo quarto di finale di Coppa Italia. Da un lato un Milan in crisi di risultati e di identità che già si è attivato per il cambio panchina, che però non ha portato, almeno fino ad oggi effetti sperati. Dall’altro l’Inter di Spalletti, un pò più in salute, ma con un trend delle ultime giornate poco invidiabile, dopo aver risolto la pratica Pordenone solo ai rigori, i nerazzurri hanno racimolato due batoste nelle ultime due uscite (1-3 in casa contro l’Udinese, e 1-0 sul campo del Sassuolo).

E quasi come fosse uno scherzo del destino, queste non sono le notizie peggiori per le due facce della Milano calcistica, una volta tempio della moda (oggi lo è ancora, anche se non più raggiante, come un tempo) e di…campioni. Le sfide erano caratterizzate da paragoni illustri. Botte e risposte di un certo livello. Da un lato Shevchenko, Inzaghi, Thiago Silva, Seedorf… Dall’altro, Ronaldo, Vieri, Milito, Simeone. Ma giusto così, otto nomi buttati a caso. Oggi invece lo scenario è diverso. Il Milan non riesce a venir fuori dall’anonimato della Serie A, potendo sembrare una battuta possiamo dire che deve ringraziare il suicidio dei bassifondi, se la lotta salvezza è già più o meno decisa. Altrimenti…

L’Inter, invece, ha iniziato una stagione da protagonista, ostacolando la corsa al trono del Napoli e della Juve. Dopo il triplete di Mourinho, si è presa una pausa di riflessione con i successi. Oggi, con un buon allenatore alla guida e un mercato più intelligente rispetto a quello delle sessioni recenti, sembrava aver trovato la retta via. Ma, forse complice le fatiche accumulate dall’incontro infrasettimanale contro il Pordenone o, perchè no, i proclami di vittoria prematura dei salotti nobili dell’informazione sportiva italiana, avrà dato quel pizzico di emozione che ha fatto perdere smalto alla truppa spallettiana.

Ma le paure maggiori per Milan e Inter non arrivano dal rettangolo verde. Ma bensì in banca. I debiti sono tanti. E oggi certe cifre non sono più tollerate. Si poteva fare affidamento a qualche escamotage, tipico del nostro paese quando c’è da salvare qualche capo importante, ma si ha la sensazione che sono finiti anche i tempi per quelli. Una bella gatta da pelare. C’è però da dire che la questione preoccupa più il Milan che all’Inter. Che sia chiaro, i debiti son debiti, e le cifre che girano fanno paura. Seicentosessantamilioni in due. Trecentosessanta il Milan, trecento l’Inter. La differenza, per comprendere la gravità della situazione, la dà la tempistica principalmente, ma non solo…

Chi credeva che le proprietà cinesi mettessero a disposizione di Inter e Milan soldi freschi, così come fatto con Psg e Manchester City, diciamo subito che è rimasto deluso. Il governo di Pechino ha chiuso i rubinetti, magari non del tutto, ma stiamo lì, per quanto riguarda gli investimenti all’estero. E questo ha bloccato ogni speranza che va verso questa direzione. La differenza (e che differenza) tra le due situazioni, la fa la scadenza. L’Inter ha tempo fino al 2022 per risanare i 300 milioni di debiti, mentre il Milan è alle prese con una corsa contro il tempo. Infatti i 360 milioni dovranno essere restituiti entro Ottobre 2018. Ma non è tutto… L’emissione dell’Inter è il primo caso di vendita al mercato di un bond calcistico europeo, dopo che ha risolto la situazione debitoria del Manchester United. E questa cosa ha suscitato molto interesse nei finanziatori. Il bilancio relativo a Giugno 2017 si è chiuso ancora in rosso per i nerazzurri, anche se in miglioramento rispetto a Giugno 2016.

La situazione del Milan è molto più ingarbugliata. Una serie di scadenze prossime, e cifre molto importanti con più finanziatori. A differenza dei cugini nerazzurri, i rossoneri devono far fronte ad una campagna acquisti faraonica e ad un monte ingaggi in rialzo rispetto le ultime gestioni. Insomma, il 2018 sarà un anno cruciale per il Milan e i suoi tifosi. E dovranno anche ringraziare i Santi in Paradiso se il tutto è stato trasportato fino ad oggi. Una situazione che da diversi anni è in continua precipitazione. Ma oggi sono finiti anche quelli. Chi…? I Santi in Paradiso. Pure la Madonnina si è girata altrove.

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