Spalletti tra sogni e strategie: “Italia, possiamo battere chiunque”

MONTAIONE – Tra le colline toscane, nella sua tenuta “La Rimessa”, Luciano Spalletti si prende una pausa dal frenetico mondo del calcio. Qui, a Montaione, immerso tra i confini di Firenze, Pisa e Livorno, il ct dell’Italia ritrova il suo equilibrio tra cavalli, alpaca e bottiglie di vino della sua produzione. Ma anche in questo angolo di paradiso, il pensiero va alla Nazionale e al futuro prossimo: la sfida con la Germania incombe e Spalletti vuole un’Italia capace di stupire.
Fabrizio Patania, inviato del Corriere dello Sport, racconta la giornata trascorsa con il ct, tra riflessioni tecniche, ricordi di carriera e sogni per l’azzurro.
“Abbiamo la forza per giocarcela con chiunque”
«Non mi interessa se la Germania è più forte. Voglio vincere», dice Spalletti con la consueta determinazione. La partita di Dortmund contro i tedeschi, teatro della storica semifinale del 2006, sarà uno snodo fondamentale per il cammino della Nazionale in Nations League e per la corsa al prossimo Mondiale.
Il ct non teme il confronto: «Abbiamo un bel gruppo, una macchina potente. Certo, serviranno coraggio e intelligenza tattica. Loro pressano forte, ma se riusciremo a uscire bene dalla loro pressione, potremo fare male».
Ritorno al dribbling e fantasia sulle fasce
La Nations League ha aiutato Spalletti a dare equilibrio al gruppo, ma ora è il momento di alzare il livello: «Il 3-5-2 è un sistema solido, ma ci manca il dribbling sulle fasce. Serve chi salta l’uomo come faceva Spinazzola. Stiamo valutando il rientro di Zaccagni e Politano», rivela il ct.
L’obiettivo è ritrovare l’imprevedibilità in avanti: «Non basta gestire il possesso, dobbiamo creare superiorità numerica. Il calcio moderno vive di duelli individuali e noi dobbiamo essere più aggressivi sulle corsie laterali».
Frattesi e Raspadori, le chiavi del centrocampo
In vista della Germania, Spalletti riflette anche sulle pedine centrali. Frattesi è considerato un punto fermo, nonostante le difficoltà incontrate all’Inter: «È un ragazzo dolcissimo e un giocatore forte. Ha bisogno di fiducia e qui la troverà».
Anche Raspadori resta centrale nei piani del ct, specialmente in un eventuale 4-3-3. «Rende di più vicino alla porta, può giocare sia come seconda punta che come trequartista. E al momento è l’unico che riesce a trovare il gol con continuità», spiega.
Moise Kean e Retegui rappresentano invece l’alternativa offensiva: «Hanno caratteristiche complementari. Kean attacca la profondità, Retegui lega meglio il gioco. Con la Germania potrebbe essere utile chi parte veloce per sfruttare le transizioni».
Difesa solida e nuove leve in rampa di lancio
Se in attacco si cerca la scintilla, dietro Spalletti vuole solidità e centimetri: «Troppi gol presi su palla inattiva. Serve più fisicità. Giocatori come Casadei e Ndour possono dare più presenza in area».
In difesa, il ct tiene d’occhio Dimarco, Cambiaso e i possibili innesti di Udogie e Bellanova. In mezzo al campo, oltre a Frattesi, i nomi caldi sono quelli di Rovella e Ricci, mentre Locatelli resta in corsa ma parte dietro nelle gerarchie.
E tra i giovani, occhi puntati su Koleosho del Burnley e su Daniel Maldini, oltre a Baldanzi e Folorunsho. «Stiamo monitorando tanti ragazzi, ma devono dimostrare fame e voglia di emergere», precisa Spalletti.
Buffon guida lo spogliatoio: “Il sorriso fa la differenza”
Accanto al ct c’è Gigi Buffon, oggi dirigente azzurro, ieri protagonista della semifinale del 2006 proprio a Dortmund. «Ai ragazzi dirò che quella è stata la partita più emozionante della nostra storia dopo il 1982. Serve coraggio e il sorriso sulle labbra: troppe tensioni all’Europeo ci hanno frenato», sottolinea Buffon.
E su suo figlio Thomas, che ha scelto l’Under 18 della Repubblica Ceca: «Gli ho lasciato totale libertà di scelta. Crescere significa anche prendersi responsabilità».
Spalletti, tra vino e passione per il calcio
Tra un discorso tattico e un aneddoto di vita, Spalletti mostra anche il suo lato più personale. Dalla collezione di oltre 250 maglie conservate nella cantina di casa (tra cui ben undici di Totti) alle bottiglie del suo vino, dai nomi evocativi come “Rosso Diretto” e “Tra le linee”, fino all’ultima creazione: “Rabona”, un bianco pensato per l’aperitivo.
Ma la sua vera passione resta il campo: «Sento il peso della responsabilità, ma anche l’onore di guidare la Nazionale. Abbiamo la possibilità di costruire qualcosa di importante».
Sabato il ct potrebbe essere al Maradona per vedere Napoli-Inter o seguirla da casa. «Conte sta facendo un lavoro straordinario. Sarà una sfida intensa e senza calcoli», conclude.
L’Italia di Spalletti si prepara per la battaglia di Dortmund con la consapevolezza che, tra schemi e cuore, il futuro è ancora tutto da scrivere.