Mihajlovic, parla della malattia e si commuove. Arriva la sorpresa dei giocatori del Bologna

Mihajlovic si commuove parlando del trapianto e della malattia. Il tecnico del Bologna in conferenza stampa per spiegare il suo stato di salute è stato salutato da tutti i suoi giocatori.

Sinisa Mihajlovic allenatore del Bologna, prossimo avversario del Napoli, ha parlato in conferenza stampa della sua malattia. Il tecnico del club rossoblù è stato accompagnato dai medici del Policlinico Sant’Orsola, struttura ospedaliera dalla quale è uscito nella settimana che ha preceduto la partita con il Parma. Il tecnico serbo è stato dimesso infatti venerdì 22 novembre, a seguito del trapianto di midollo osseo ricevuto.

SINISA MIHAJLOVIC IN CONFERENZA STAMPA PARLA DELLA LEUCEMIA

“Ringrazio tutti, volevate essere di più ma vi ringrazio per aver rispettato le mie condizioni ed era meglio evitare di essere insieme a tante persone. Un’altra prova di solidarietà in questi ultimi quattro mesi.

L’ultima volta che avevo parlato era il 13 luglio, quando avevo annunciato la malattia. Ora voglio spiegarvi il mio stato di salute. Prima però devo ringraziare tutti i medici per avermi supportato, nessuno meglio di loro sa quanto sia difficile affrontare la malattia.

Voglio ringraziare tutti di cuore. Senza il loro aiuto non avrei mai fatto questo percorso, che secondo me sta andando molto bene. Ringrazio tutti, dai dottori che mi hanno assistito fino agli infermieri.

Ho trovato degli angeli custodi, mi hanno aiutato anche psicologicamente. Sono state delle persone fondamentali, senza di loro non avrei fatto quello che sto facendo.

Li ringrazierò per tutta la vita. Mi ha dato tantissimo affetto. Mi dispiace non riuscire a citarli tutti”. Mentre parla Sinisa si commuove, ma sdrammatizza la situazione con una battuta: “Mi sono rotto le palle di piangere…”

LA SORPRESA DEI GIOCATORI DEL BOLOGNA

I giocatori del Bologna fanno una sorpresa al loro tecnico e si presentano in sala stampa al Dall’Ara per stargli vicini: “Voglio ringraziare tutti che siete venuti qua...”. Sinisa viene interrotto subito dall’ingresso della squadra, che si prende posto tra il pubblico.

“Mi fanno sempre sorprese, fanno di tutto per non allenarsi“. Poi prende parola Dzemaili: “Dire che ci sei mancato è poco, siamo stracontenti che sei tornato con noi, essere di nuovo con noi. Volevamo farti questa sorpresa, anche se oggi non sei tanto contento con noi. Cercheremo di farti di nuovo contento“.

MIHAJLOVIC SUL BOLOGNA

Sapevo che avrei condizionato classifica, allenamento e tutto il resto. Ma non volevo che diventasse una scusa. Io voglio bene a loro, ma mi sarei aspettato di più da loro.

Ho lottato ogni giorno, anche quando avevo 40 di febbre, ho sempre cercato di essere presente, tramite Skype, telefonate, andando allo stadio, facendo le partite.

Tutti i giorni ho fatto sacrifici per arrivare a un certo obiettivo. Speravo di vedere in campo questa forza e sacrificio, ma purtroppo non è sempre successo così. E questo mi dispiace.

Nonostante tutto vi devo dire che sono incazzato nero per i risultati, per il comportamento della squadra, per il gioco, per l’atteggiamento. Ho parlato con i ragazzi l’altro ieri, gli ho detto che dobbiamo dare il 200%.

Non ci sono altre strade, dobbiamo fare punti. Chi non lo fa, avrà problemi con me. E vi assicuro che non è una cosa bella. Lavoriamo su questo e sono sicuro che ne usciremo e che rivedremo il Bologna che abbiamo visto tutti l’anno scorso e in diverse partite di quest’anno.

Quando sono uscito dall’ospedale mia moglie ha postato una frase del mio amico Eros ‘più bella cosa non c’è’. La frase è adatta per quel momento. Perché torni a casa tua, ti godi il tuo lavoro e la tua famiglia.

Oggi uso un’altra frase di un altro grande come Vasco Rossi: ‘Io sono ancora qua’. E non mollerò niente. Quando ci potrò stare non mollerò niente. Mi fa sentire vivo.

Ma non posso andare oltre le mie possibilità. Spesso ho ragionato con il cuore e adesso devo ragionare di più con la testa. Sarò più presente di questi ultimi 4 mesi e sono sicuro che riusciremo a mettere le cose a posto“.

LA TELEFONATA CON IBRA

Ho sentito Ibrahimovic un mese fa, lui è interessato. Se viene lo fa per me, per l’amicizia che ci lega. Siamo d’accordo che lui mi farà sapere, sia se verrà, sia se deciderà altro.

Non credo che comunque deciderà prima del 10 dicembre, ha anche altre offerte.

Per ora posso allenare ma al momento non posso andare allo stadio. In una tra Milan e Atalanta (8 e 15 dicembre, ndr), o entrambe, penso che potrei essere presente. Non posso viaggiare in gruppo. Andrò in macchina su distanze brevi.

Sempre vedendo anche cosa dicono gli esami. Ma devo stare vicino alla squadra, perché così vedo già i miglioramenti, devono seguirmi. Loro sono liberi di fare tutto quello che dico io. Questo gli dico sempre.

Seguire gli allenamenti in quei quattro mesi mi ha aiutato tanto. L’ultima riunione con la squadra era dopo la partita con la Sampdoria, gli avevo detto che avrei dovuto fare un’ultima chemio ancora più forte e per tre settimane non ci siamo sentiti.

In quelle tre settimane hanno perso tre partite. Per 15 giorni avevo febbre da 39 a 40, ero un ebete, non ero in grado di parlare.

Cosa è cambiato? Mi sono promesso di incazzarmi di meno, ma non ce la faccio è più forte di me. Sarò più paziente, sì”.

SINISA E LE PARTITE IN OSPEDALE

 “Le urla si sentivano per tutto l’ospedale, a volte le infermiere non entravano e sentivo che si dicevano ‘ora meglio di no, è incazzato, ripassiamo dopo’. Ci sono state domeniche che non vedevo l’ora di vederli.

Alcune volte ho visto quello che mi piaceva, ma sapevo che non potevo ottenere troppo. Senza un allenatore che gli sta sempre addosso è normale, anzi hanno fatto abbastanza. Ma visto che non mi accontento, volevo sempre di più“.

MIHAJLOVIC SUL VAR

Io penso che il Var sia una cosa utile. Poi ci sono degli episodi che non riesco a capire, soprattutto sui falli di mano. Con i fuorigioco siamo sicuri che non sbagliano e almeno una cosa l’abbiamo risolta. Sono contento, è utile.

Magari dobbiamo fare le regole un po’ meno complicate. Ci vuole un ingegnere nucleare per capire se la posizione della mano è naturale. Non è naturale avere le mani dietro la schiena. Comunque in questi mesi ho avuto altro a cui pensare.

Questo è quello che sono riuscito a capire. Non voglio entrare nella polemica, magari qualche cosa in più la dirò più avanti”.