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Warzone: Activision e Infinity Ward dichiarano guerra al razzismo

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Gli sviluppatore di Warzone: Activision e Infinity Ward dichiarano guerra al razzismo, lo fanno prendendo posizione sui social.

Nel gioco la guerra è simulata, ma nella realtà attraverso i social gli sviluppatore di Warzone: Activision e Infinity Ward fanno guerra al razzismo. Con un post ufficiale dai loro profili social il team di sviluppatore chiarisce che non “c’è spazio per contenuti razzisti nei nostri giochi. Questa è una missione che perseguiamo dal lancio ma sappiamo di dover fare un lavoro ancora migliore. Comminiamo migliaia di ban al giorno di utenti che incitano all’odio e al razzismo“.

Proprio in queste ore in italia su molte pagine dedicate al gioco si è accesa la discussione per alcuni account che inneggiavano al razzismo o sbeffeggiavano il nome di George Floyd. L’uomo di Minneapolis ucciso dai poliziotti durante un arresto, è diventato il simbolo della lotta al razzismo non solo negli Usa ma in tutto il mondo.

Warzone e la lotta al razzismo

Proprio per gli scontri generati in seguito alla morte di George Floyd negli Usa, gli sviluppatore di Warzone hanno deciso di rinviare la quarta stagione. Stessa cosa è stata fatta anche per le nuove stagione di Modern Warfare.

Ma gli sviluppatori di Warzone: Activision e Infinity Ward stanno mettendo in campo un grande sforzo per riuscire a contrastare il fenomeno del razzismo sulle loro piattaforme. Sono tante le misure che vengono prese per contrastare il razzismo, con tantissime segnalazioni di utenti del comparto di Modern Warfare e di Cod Warzone. Ma lo sforzo verrà ulteriormente implementato con nuove tecnologie e risorse utili per segnalare in maniera ancora più efficace coloro che si macchiano di razzismo. Parliamo di ban permanenti e fortissime restrizioni, soprattutto per chi in maniera recidiva continua ad infestare il gioco. Intanto anche l’evento di Playstation è stato rinviato proprio per il caos generato dopo la morte di Floyd.

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