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Stadio Collana chiuso: Malagò sbotta. De Magistris e De Luca fanno scaricabarile

Stadio Collana chiuso: Malagò sbotta. Il capo dello sport italiano è su tutte le furie. Il sindaco De Magistris e De Luca fanno scaricabarile.

Di: Donato Martucci CdM

Stadio Collana chiuso

NAPOLI Due mesi di chiusura, 7.000 atleti allo sbando e una situazione caotica che non trova una soluzione definitiva. Lo stadio Collana è ormai diventato terra di nessuno. La sentenza del Consiglio di Stato del 13 febbraio ha ribaltato il risultato del bando di gestione affidato all’Ati Collana Sport Center. Dal 25 gennaio, giorno di chiusura per motivi di agibilità, sono trascorsi 63 giorni e non è cambiato nulla.

La Regione, proprietaria dell’impianto, dopo una battaglia durata anni con il Comune (che lo ha gestito per anni in comodato d’uso gratuito) ha annunciato che affiderà all’Aru (Agenzia Regionale per le Universiadi) il restyling, ma a tutt’oggi il Collana resta un deserto, con gli atleti costretti al ruolo di migranti per fare sport.

D’altronde la sentenza del Consiglio di Stato ha creato un pericoloso precedente: la concessione sportiva è stata equiparata a un appalto pubblico. Tutto ciò può compromettere e stravolgere le regole di affidamento degli impianti in tutto il mondo sportivo italiano.

Malagò sbotta

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, non è mai intervenuto in passato sulla vicenda, ma questa volta è stato duro: «La vicenda del Collana è una vergogna, un rimpallo di responsabilità tra enti locali e giustizia amministrativa che non si può accettare. Non entro nel merito ma a causa di superficialità e incapacità di vari soggetti c’è un impianto che non si può utilizzare: io sono nemico della burocrazia e a favore di chi vuole fare lo sport».

De Magistris e De Luca fanno scaricabarile

La Regione, nel frattempo, tramite l’avvocatura, ha chiesto al Consiglio di Stato opportuni chiarimenti interpretativi sugli effetti della recente sentenza di accoglimento dell’appello proposto dalla Giano, società formata dal costruttore Paolo Pagliara e dagli ex calciatori Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro. In particolare, annullare l’intera gara, oppure procedere all’aggiudicazione in favore dell’appellante. Insomma, un caos burocratico. Le prime risposte dovrebbero arrivare il 27 luglio, ma si potrebbe arrivare ad ottobre-novembre per conoscere l’esito di questo marasma di carte bollate.

Sulla vicenda Collana è intervenuto anche il sindaco de Magistris: «La responsabilità della chiusura è della Regione. È un anno e mezzo che diciamo che quella procedura di affidamento era illegittima. Se ci avessero ascoltato, a questo punto avremmo avuto i lavori al Collana, la messa in sicurezza e l’inserimento nelle Universiadi».

Anche il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha sottolineato a Radio Kiss Kiss Napoli: «scontiamo un’altra procedura amministrativa che è andata avanti in maniera farraginosa, dobbiamo aspettare mi auguro un mese il Consiglio di Stato ci dia una risposta sul da farsi: siamo interessati anche noi perché vorremmo inserire il Collana tra gli impianti per le Universiadi»

LO SAPEVI CHE ?:

Il collana fu costruito interamente in muratura, a differenza del vecchio Ascarelli costruito con legno e mattoni.

Il collana fu fortemente voluto dal Fascismo,  fu chiamato ”  Stadio Littorio”

Il Napoli  giocò al Vomero nel 1933-34, perchè l’Ascarelli era in rifacimento, in vista dei mondiali del 1934. Vi ritornò nel finale del 1941-42 e nel ’42-43 (perchè l’Ascareli era stato bombardato) ma fu sfrattato dalla Wehrmacht e dalle S.S., che lo usarono  anche come centro di raccolta dei partigiani napoletani catturati dai tedeschi.

Nello Stadio del Vomero trovarono sepoltura provvisoria (lato curva nord) i partigiani uccisi dai nazisti durante le “Quattro giornate”,  cerimonia alla quale presero parte anche i dirigenti e i giocatori azzurri.

Dopo la guerra,  da Stadio Littorio diventò “Stadio della Liberazione”.

La  quasi tragedia del Collana . Il 27 gennaio 1946, Napoli-Bari 2-1: al gol tanto atteso dell’albanese Lustha, il primo in maglia azzurra del neo acquisto, l’esultanza fu tanta da far crollare una fetta delle tribune. Le cronache riferiscono di 114 tra feriti e contusi.

Rinnovato negli anni 70, prese il nome di “Stadio Collana”, con una vita tormentata, sempre alle prese con problemi di agibilità.

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