Napoli, quel modulo di Ancelotti che non convince nessuno

Ancelotti resta napoli. Adl Svolta. Contatti Jorge Mendes.

Napoli quel modulo di Ancelotti che non convince nessuno. Sembra proprio questo il comune denominatore della critica rivolta alla guida tecnica. 

Oggi ci sarà il confronto Ancelotti-squadra a Castel Volturno, proprio per cercare di risolvere i problemi interni: quelli che hanno mandato la squadra ad un passo dal baratro.

Il 4-4-2

Il credo di Carlo Ancelotti si chiama 4-4-2, un sistema di gioco che dovrebbe dare compattezza al Napoli, quello in cui il tecnico di Reggiolo utilizza per andare sul sicuro. Eppure il modulo del Napoli di Ancelotti non convince, nessuno. Dall’opinione pubblica agli addetti ai lavori, quello che proprio sembra non andare in questo momento è proprio il concetto di gioco voluto dall’allenatore degli azzurri. Nella sconfitta con il Bologna questo  problema è apparso in maniera ancora più evidente. Nel primo tempo il tecnico ha schierato un 4-3-3 con Insigne, Llorente e Lozano come tridente d’attacco, ma soprattutto con Elmas-Zielinsky e Fabian Ruiz a centrocampo. Manca un regista di ruolo, ma nonostante tutto è apparso evidente come i giocatori si siano sentiti maggiormente a proprio agio. Il gioco non era fluido e brillante, ma almeno in fase di contenimento la differenza è apparsa palese.

Il gol del pareggio del Bologna ha cambiato la carte in tavola. Ancelotti ha cambiato modulo del Napoli passando al 4-4-2, lanciando in campo Mertens al posto di Elmas e spostando Lozano e Insigne sulla trequarti con Fabian Ruiz e Zielinski davanti alla difesa. Tanti attaccanti in campo, poca copertura, poco pressing ed un centrocampo spaccato a metà in maniera sistematica. Proprio l’assenza di copertura in mediana è il fattore che più volte è stato individuato come segnale negativo del 4-4-2. La squadra non riesce a tenere i reparti uniti ed quasi sempre viene presa d’infilata o al centro, oppure sulle fasce. Inoltre in attacco Insigne e compagni sembrano schiacciati, senza capacità di dare profondità ed imprevedibilità alla manovra. Anche il Bologna è riuscito a bloccare gli azzurri con una difesa organizzata, che fermava ogni avanzata.

Il modulo del Napoli e di Ancelotti non può far ricadere tutte le colpe sul tecnico, che ha sicuramente una buona parte di responsabilità, come ha ammesso anche in conferenza stampa. Ci sono delle crisi interne ancora tutte da risolvere, le multe ed i rinnovi dei calciatori che creano malumore ed un disastro arbitrale che pure stanno condizionando una stagione che a dicembre è estremamente critica.