L’Argentina impatta sul cuore islandese. Per la seleçion c’è solo un pari

Lo Spartak Stadium è teatro dell’esordio dell’Argentina e del Girone C. La seleçion, alle prese con l’Islanda, non va oltre il pari. Tutti i  riflettori puntati su Leo Messi, e il duello a distanza con Cristiano Ronaldo. La stella di Messi non ha brillato. Anzi per il numero dieci del Barcellona, che comunque non ha trovato nei difensori islandesi ‘tanto affetto’, c’è stato un rigore sbagliato e due punizioni sulla barriera. Andiamo per ordine… Succede tutto nel primo tempo. L’Argentina cerca di impostare il gioco e l’Islanda che si mette sulla difensiva. Il gol di Aguero al 19 esimo apre le marcature. Il Kun intercetta un missile di Rojo al centro dell’area di rigore, il tempo di stoppare e girare, e porta in vantaggio i suoi. Ma l’Islanda non ci sta e quattro minuti più tardi cross dalla destra con Caballero che respinge al centro dell’area di rigore, proprio sui piedi di Finnbogason che sul tap in la mette dentro. Uno a uno, e per la formazione di Sampaoli è tutto da rifare. Il primo tempo termina con l’Argentina che cerca di riportarsi in vantaggio, ma con poche idee.

Nella ripresa solita storia. L’Argentina gioca quasi sempre nella metacampo avversaria, Messi prova ad illuminare, ma la difesa dell’Islanda è rocciosa e attenta. Un paio di punizioni sulla barriera per la pulce, e un bell’assist al centro per Banega che contrastato da Magnusson si procura il calcio di rigore. Dal dischetto ci va Messi, ma il suo rigore non è eccezionale e Haldorsson para. Più tardi è ancora il numero uno islandese protagonista su un tiro cross di Di Maria e su un tiro da fuori di Banega. Sul finale Sampaoli gioca la carta Higuain, ma il risultato non cambia. L’Argentina impatta sul cuore e sul corpo degli islandesi che portano a casa un pareggio storico, mentre per la seleçion è la prima volta che non vince una partita d’esordio in un mondiale dal 90 ad oggi (all’ora fu il Camerun a strappare una vittoria).

Argentina che ha avuto il pallino del gioco in mano, facendo quello che gli riesce meglio, il fraseggio insistito sfruttando le magie di Messi e gli inserimenti. L’Islanda, dal canto suo, doveva badare a difendersi, e l’ha fatto in maniera encomiabile, con le unghie e con i denti. Leo Messi protagonista di una gara non proprio eccezionale, anche se spesso ha provato a mettersi in proprio senza riuscirci per la ferrea opposizione della retroguardia islandese. Il gran cuore dell’Islanda ha avuto la meglio.