Fiorentina, Commisso: “basta cori contro il sud. Montella è napoletano”

COMMISSO CORI CONTRO IL SUD

Commisso: “mai più cori d’odio verso il sud”. Il presidente della Fiorentina lancia messaggi di pace e rivela: “fake news su chiesa alla Juve”.




Dopo le parole di Aurelio De Laurentiis che hanno agitato gli animi dei tifosi napoletani, al corriere dello sport arrivano quelle di Rocco Commisso, patron della Fiorentina.

In vista della partita  contro Juve il patron da New York parla di tutto e manda un messaggio forte e chiaro ai tifosi viola.

COMMISSO: “BASTA CORI CONTRO IL SUD”

Non voglio più sentire cori d’odio, né sull’Heysel né su Scirea. Si va contro i miei principi. E soprattutto non voglio più  quelli contro il Sud. Io sono calabrese, Joe Barone è siciliano, Montella è napoletano, attaccare i meridionali è attaccare noi.

Non so chi abbia fatto quei cori, non li conosco ma non voglio più sentirli. Ai leader della Fiesole dico: controllate i pochi che lancia quegli urli. La Fiorentina è di tutti, mia, dei tifosi e della Fiesole. Quei cori e la violenza no”.

FIORENTINA – JUVENTUS

“Contro la Juventus si giocherà sabato alle 15? Mi può andare bene, non mi lamento. Ma mi chiedo se la decisione nasca sul momento o ci sia qualcosa di pianificato, non lo so. I diritti tv all’estero sono importanti, ho molti contatti qui in Usa, ma adesso non posso occuparmene, non ho tempo. Alle riunioni di Lega andrà Barone, poi vedremo”.

FAKE NEWS SU CHIESA

Non abbiamo mai ricevuto una telefonata dalla Juventus o da qualsiasi altro club per Chiesa. La nostra posizione è sempre stata chiara. Però qualcuno continua a tirare fuori sempre la stessa storia, facendo del male al ragazzo.

Leggo che Diego Della Valle mi avrebbe fatto lo sconto a patto di non vedere Chiesa: ma quando mai? Le pare che tolgano settanta milioni da una trattativa? Prima di scrivere fake news i giornalisti dovrebbero verificare le notizie, bastava farmi una telefonata“.


MONTELLA IN BILICO?

Montella è diverso da me. Lui è sempre calmo, pacifico, io sono più portato a urlare. Ci sono allenatori che stimolano in modo diverso, ma non dico meglio o peggio.

Il suo lavoro è un cantiere aperto perché ci sono tanti giocatori nuovi, che neanche si conoscono tra loro. Abbiamo bisogno di tempo.

Con il Napoli la squadra mi era piaciuta, con il Genoa no. Vediamo con la Juventus“.

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