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Napoli, fuorigrotta non fa più paura. I tifosi dello Spezia offendono la memoria di Maradona

Napoli, cori dei tifosi dello Spezia contro Maradona. Lo stadio di Fuorigrotta non fa più paura agli avversari.

LO STADIO DI NAPOLI SI È SGONFIATO

Fino a pochi anni fa Lo stadio San Paolo, oggi intitolato a Maradona era stato inserito nella top 5 degli stati più caldi del mondo. Secondo france football la casa del Napoli era lo stadio più “spaventoso”, calcisticamente parlando, d’Italia. Gente come Cristiano Ronaldo e Yaya Tourè hanno ammesso di aver avuto paura a giocare nel catino napoletano. Prima ancora le gambe erano tremate a gente del calibro di Platini, Gullit etc.

Cristiano Ronaldo sui social scrisse: “Al San Paolo mi tremavano le gambe. Ogni volta che il Napoli attaccava, eravamo 11 contro contro 50mila. E non scherzo”.

Celebri sono le parole di Yaya Tourè. Era il 22 novembre 2011, il Manchester City sbarca a Napoli e viene battuto 2-1 dalla formazione di casa in un ‘San Paolo‘ come sempre stracolmo di entusiasmo:

“La mattina andammo a fare riscaldamento al San Paolo, Carlos (Tevez) mi parlava di questo stadio, ma io che ho giocato nel Barça mi dicevo, che sarà mai! Eppure quando misi piede su quel campo sentii un qualcosa di magico, di diverso.

La sera quando ci fu l’inno della Champions, vedendo 80.000 persone fischiarci mi resi conto in che guaio ci eravamo messi! Qualche partita importante nella mia carriera l’ho giocata, ma quando sentii quell’urlo fu la prima volta che mi tremarono le gambe! Bene, fu li che mi resi conto che questa non e’ una solo squadra per loro, questo e’ un amore viscerale, come quello che c’è tra una madre ed un figlio! Fu l’unica volta che dopo aver perso rimasi in campo per godermi lo spettacolo!”.

IL MARADONA NON FA PAURA AGLI AVVERSARI

La BBC aveva inserito lo stadio San Paolo di Napoli al 5° tra gli stadi più spaventosi del globo. Molto significativa anche la motivazione: Nessuna esperienza in Italia raggiunge quella che si può vivere al San Paolo. Costruito su una roccia vulcanica, questo campo leggendario è stato trasformato grazie a una nuova legione di seguaci animata dall’arrivo dell’Argentina Diego Armando Maradona. Anche se il tempo ha lasciato il segno, tanto che il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha dichiarato “francamente è un cesso”, il San Paolo è uno di quei campi che non si possono dimenticare”.

Cosa è successo? in pochi anni, complice anche la pandemia, ma soprattutto i social, il dodicesimo uomo del Napoli ha perso il rispetto che si era guadagnato nel corso degli anni. Sul campo la squadra di Spalletti, dopo l’esaltante vittoria contro la Lazio nel giorno della commemorazione di Maradona, non è riuscita più a vincere. Sconfitta dall’Atalanta, dall’Empoli e dal modestissimo Spezia.

I tifosi avversari hanno intonato i soliti cori razzisti, i peggiori sono stati quelli dello Spezia che nella casa di Diego hanno cantato: “Oh mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazon, è morto Maradona”. Troppo per noi tifosi d’altri tempi.

I tifosi moderni sfogano sui social, ormai lo stadio è solo per pochi e quei pochi, escludendo gli ultras, sono troppo spesso umorali, in perenne bilico in relazione alle prestazioni. Il ruggito dello stadio di Fuorigrotta è diventato un miagolio: questa è la storia triste.

Non me ne vogliano i soloni del web, per queste mie parole, sono dati di fatto oggettivi. Nella casa di Diego gli avversari dovrebbero tremare e pregare, invece alla fine ci sfottono pure.

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