Aurelio De Laurentiis diventa presidente del Napoli: 6 settembre 2004
Aurelio De Laurentiis il 6 settembre 2004 diventa ufficialmente presidente e proprietario del calcio Napoli
Aurelio De Laurentiis il 6 settembre del 2004 diventa presidente del Napoli. Il produttore acquista ufficialmente il club azzurro denominandolo Napoli Soccer , subentrato al Napoli dopo il fallimento della stessa e la retrocessione in Serie C.
Da quel momento con la guida del l produttore cinematografico parte un percorso lunghissimo fatto di promozioni e scalate verso il calcio che conta. Nel 2006, dopo la promozione in B, la società riacquista la vecchia denominazione SSC Napoli .
Appena un anno dopo, nel 2007, tornerà a calcare i campi di Serie A. Anno dopo anno la squadra azzurra riuscirà ad affermarsi nel panorama italiano e, pian piano, anche in ambito internazionale. Tra i trofei conquistati in questi 15 anni da Aurelio De Laurentiis , ci sono tre Coppe Italia e una Supercoppa Italiana .
AURELIO DE LAURENTIIS PRESIDENTE DEL NAPOLI
I 17 anni di Aurelio De Laurentiis presidente del Napoli , lo hanno sempre visto in contrapposizione con una parte della tifoseria. In una intervista del gennaio 2012 il patron si lasciò andare a frasi che offesero anche buona parte della cittadinanza napoletana:
“A Napoli non funziona un c****. Sono vent’anni che non vincete niente e ringraziate invece di criticare”. “Senza di me non andate da nessuna parte e se continuate io mi rompo i c******* e vado via”.
De Laurentiis si scagliò contro la città di Napoli definendola disorganizzata ed usando termini inappropriati in merito al funzionamento delle strutture cittadine. Poi l’attacco ai tifosi sottolineando che la squadra, prima, non ha mai vinto nulla.
De Laurentiis è un presidente che fa bene al calcio , Gravina in una recente intervista si complimentò con il presidente del calcio Napoli. De Laurentiis nel corso degli anni ha avuto molte idee innovative: I tre sponsor sulla maglia, le cinque sostituzioni, il time break, giusto epr citare le più famose e risucite. Il patron del Napoli è stato il primo a parlare di una superlega, ma non sul modello portato avanti dalla Juventus, Real e Barcellona.
Nel 2004 appena diventato presidente del Napoli , De Laurentiis parlò di stadio virtuale e social network. Il patron subì ogni tipo di critica, c’era chi gli dava del visionario o chi lo invitava a tornare nel cinema… Oggi le sue parole sono una realtà concreta, minor afflusso negli stadi e incrementi mastodontici per lo steaming o la pay per view ..
Gli eventi sportivi in diretta sulle piattaforme digitali social sono una realtà e aziende come Twitter , Facebook , Youtube e Amazon hanno tutte chiuso qualche accordo di diritti per lo streaming sportivo, a partire dagli Stati Uniti dove le loro posizioni stanno per diventare realmente concorrenziali rispetto a quelle dei grandi broadcaster . La passione del pubblico che, un tempo, veniva manifestata sugli spalti e oggi saltabecca anche in Rete da un social all’altro. Gli esperti lo chiamano calcio 4.0 .
Aurelio De Laurentiis il 6 settembre 2004 diventa ufficialmente presidente del Napoli e ne sposa anche la storia e la cultura. De Laurentiis ha sempre pubblicamente criticato i cori offensivi contro Napoli e i Napoletani, mai seguito dai suoi colleghi presidenti. Ospite al ‘Passepartout Festival’ De Laurentiis ha recentemente parlato della guerra di conquista che i Piemontesi hanno fatto nel sud Italia . Il patron azzurro ha usato parole forti contro Cavour e Garibaldi , elencando tutti i grandi primati di Napoli prima dell’annessione al Regno d’Italia.
” Napoli tra il ‘600 e dil ‘700 era una capitale europea, terza solo a Parigi e Londra. Molti da quelle capitali venivano a Napoli, città che aveva un sistema fognario così avanzato che in alcune città della Sicilia è arrivato solo qualche decennio fa. Il capoluogo partenopeo è stato il primo al mondo ad avere l’acqua corrente nelle case. “Non voglio fare il neoborbonico, ma posso dire che che Cavour è stato un gran paraculo a mandare Garibaldi a fare manfrina con con la mafia in Sicilia per poter fare l’Italia unita. La ricchezza dei Borboni a Napoli era gigantesca, loro si sono portati via tutte le riserve d’oro e l’unificazione non è avvenuta sul piano territoriale”.
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