Il mediano che parla poco ma pesa tanto: Gabriele Oriali, l’uomo ombra di Conte anche a Napoli
di Eugenio Marotta – Il Mattino
C’era una volta un mediano instancabile, oggi c’è un dirigente instancabile. Gabriele Oriali, detto Lele, è uno di quei personaggi che attraversano il calcio italiano lasciando una traccia profonda, discreta, eppure decisiva. Dopo aver accompagnato Antonio Conte nella corsa scudetto dell’Inter nel 2021, eccolo ancora al fianco del tecnico salentino in una nuova impresa: provare a riportare il Napoli sul tetto d’Italia.
Leader silenzioso, ma solo all’apparenza, Oriali è molto più che un semplice dirigente. È il primo filtro tra lo spogliatoio e l’allenatore, la voce che si alza quando serve, anche sugli spalti, come avvenuto di recente a Como, dove la sua presenza si è fatta sentire con toni e frasi nette. Uomo di campo prestato alla scrivania, mantiene l’autorevolezza di chi ha vissuto il calcio con il sudore sulla pelle e l’onestà nello sguardo.
Un simbolo dell’Inter e un uomo-ponte Per l’Inter è stato molto più che un giocatore: 277 presenze, 13 anni di militanza, due scudetti, due Coppe Italia e sei gol nei derby col Milan. Iconico il suo debutto da titolare in finale di Coppa Campioni a 19 anni, contro l’Ajax di Cruyff. Fu travolto, ma si rialzò: un episodio che ha forgiato il suo spirito.
Dopo il campo, Oriali ha scelto di restare nel calcio con la stessa sobrietà ed efficacia. È stato l’uomo di fiducia di allenatori come Mancini e Mourinho, e successivamente di Conte, con cui ha instaurato un legame profondo, fondato sulla lealtà, sulla schiettezza e sul rispetto. È colui che parla quando il tecnico non può o non vuole farlo, che gestisce gli equilibri, che media con la società.
La Nazionale, l’Inter, il Napoli Nel 2014, fu scelto da Carlo Tavecchio come team manager della Nazionale, succedendo a Gigi Riva: un’eredità pesante che Oriali ha onorato con la consueta discrezione. Proprio in azzurro nacque il sodalizio con Conte, proseguito poi all’Inter e oggi trasferito a Napoli, dove è tornato a fare il “ponte” tra l’allenatore e la dirigenza.
Non è un caso che Oriali sia sempre nei momenti chiave. Fu tra gli artefici della pace tra Conte e la proprietà dell’Inter nell’agosto del 2020, insieme a Javier Zanetti. E oggi, in una Napoli che sogna lo scudetto e intanto si interroga sul futuro, rappresenta un punto fermo, una figura di equilibrio. Dietro la grinta e le parole di Conte, c’è sempre lui, Lele Oriali: il mediano diventato uomo-guida.
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