Gazzetta dello Sport: “Allegri come alla Juve: il Napoli riparte da De Bruyne e Hojlund”

Allegri, il prossimo allenatore del Napoli? La SSC Napoli smentisce le voci

L’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli riporta inevitabilmente alla memoria quanto accaduto alla Juventus nel 2014, quando il tecnico livornese raccolse l’eredità di Antonio Conte avviando uno dei cicli più vincenti della storia bianconera. È da questo parallelo che parte l’analisi della Gazzetta dello Sport, che prova a immaginare il nuovo volto tattico degli azzurri nella stagione del Centenario.

Secondo la Gazzetta dello Sport, il contesto napoletano è diverso rispetto a quello trovato da Allegri a Torino dodici anni fa, ma alcune analogie restano evidenti. Anche stavolta il tecnico eredita una squadra reduce da un ciclo importante costruito da Conte e viene chiamato a valorizzare una rosa già competitiva senza rivoluzioni profonde sul mercato.

La Gazzetta dello Sport evidenzia come Allegri abbia dimostrato in passato una notevole capacità di adattamento tattico. Alla Juventus partì confermando la difesa a tre ereditata da Conte, per poi evolvere progressivamente il sistema di gioco fino a costruire una squadra capace di arrivare in finale di Champions League.

Anche a Napoli il nuovo allenatore potrebbe partire da alcuni principi consolidati per poi modellare gradualmente la squadra sulle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Secondo la Gazzetta dello Sport, il modulo destinato a diventare il punto di riferimento appare il 4-3-3, soluzione che consentirebbe di valorizzare al meglio gli esterni offensivi presenti in organico.

Il centrocampo rappresenta uno dei reparti più intriganti del nuovo Napoli. La Gazzetta dello Sport immagina una linea composta da Lobotka in cabina di regia, McTominay e De Bruyne come mezzali. Una soluzione molto offensiva, ma anche ricca di qualità e personalità.

Particolare attenzione viene dedicata proprio a McTominay, chiamato a ricoprire un ruolo centrale negli equilibri della squadra. Secondo la Gazzetta dello Sport, il suo peso specifico potrebbe essere paragonabile a quello che Adrien Rabiot ha avuto nelle migliori squadre allenate da Allegri.

L’altro uomo chiave sarà Kevin De Bruyne. Dopo una stagione condizionata dagli infortuni, il fuoriclasse belga viene indicato dalla Gazzetta dello Sport come il principale elemento tecnico attorno al quale costruire il nuovo progetto. Allegri dovrà trovare il modo migliore per esaltarne il talento e garantirgli continuità fisica.

In attacco, il punto fermo sarà Rasmus Hojlund. La Gazzetta dello Sport sottolinea come il tecnico livornese avesse già manifestato apprezzamento per il centravanti danese durante la sua esperienza al Milan. Le caratteristiche di Hojlund ricordano per certi aspetti quelle del giovane Morata che Allegri riuscì a valorizzare durante la sua prima esperienza juventina.

Sugli esterni offensivi, invece, il nuovo Napoli potrà contare sulla velocità e sull’imprevedibilità di Neres e Alisson Santos, due giocatori che secondo la Gazzetta dello Sport possiedono le qualità ideali per esaltare il gioco sulle fasce e supportare il lavoro del centravanti.

L’analisi si chiude con un riferimento a uno dei momenti tatticamente più brillanti della carriera di Allegri: il celebre 4-2-3-1 della Juventus con Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. La speranza del tecnico e del Napoli è quella di ritrovare quella capacità di coniugare equilibrio e qualità offensiva, creando una squadra competitiva sia in Italia sia in Europa.