Le Interviste

Conte e i suoi metodi d’allenamento, Marchisio svela: “Correvamo solo in mutande e in GPS, avevamo quasi 200 battiti”

L’ex giocatore della Juventus, Claudio Marchisio, si è soffermato sul metodo d’allenamento di Antonio Conte.

Claudio Marchisio, ex centrocampista della Juventus sotto la gestione di Antonio Conte, ha condiviso dettagli sorprendenti sui metodi di allenamento del nuovo tecnico del Napoli durante un’intervista esclusiva con Giulia Mizzoni.

Marchisio ha ricordato il primo ritiro con Conte a Philadelphia, descrivendo condizioni estreme e un inizio poco convenzionale. “Il primo anno in ritiro con lui andammo a Philadelphia, beccammo 10 giorni di caldo infernale, con tanta umidità. Atterriamo lì a ora di cena, per maltempo rimaniamo aeroporto, erano le 10.30 di sera. Pensavo di andare in albergo a mangiare velocemente e poi a dormire perché all’indomani mattina ci sarebbe stato l’allenamento”.

L’ex giocatore ha sottolineato l’intensità dell’allenamento, rivelando che alcuni compagni di squadra, tra cui Matri, avevano battiti cardiaci vicini a 200, costringendo il preparatore atletico a intervenire per evitare rischi seri per la loro salute. Marchisio ha anche menzionato un episodio simile raccontatogli da Piero Ausilio riguardante il primo ritiro dell’Inter in Indonesia, dove i giocatori affrontarono sessioni di allenamento a mezzanotte e alle prime luci dell’alba, evidenziando la mentalità inflessibile di Conte.

“Invece arriviamo e non vediamo nessun albergo. Alle 10:30 Conte ci aveva portati a correre, nonostante il fuso orario e tutto quanto. Noi correvamo solo in mutande e in GPS, a causa del caldo. C’era Matri, ma anche altri, che avevano quasi 200 battiti e il preparatore atletico li chiamò e li fece fermare perché rischiavano l’infarto. Ausilio mi raccontò la stessa cosa sul primo ritiro dell’Inter in Indonesia. Arrivarono la sera tardi e fecero allenamento a mezzanotte. Poi il giorno dopo alle 6 del mattino altro allenamento. E’ la sua mentalità”.

Dettagli che rivelano non solo un’istantanea della sua disciplina estrema, ma anche una testimonianza del suo impegno per ottenere il massimo dai suoi giocatori. Questo approccio potrebbe influenzare il nuovo corso del Napoli sotto la sua guida, portando un’attenzione rinnovata alla preparazione fisica e alla determinazione mentale della squadra.

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