Conte: “La Roma festeggia un pari? Significa che facciamo paura. Mancini ha visto un’altra partita”

onte punge Mancini dopo Roma-Napoli 1-1: “Forse ha visto un’altra partita”. Il tecnico azzurro sottolinea i progressi della squadra

Il tecnico del Napoli analizza il pareggio dell’Olimpico e lancia una frecciata al difensore giallorosso. Sulla crescita della squadra.

Antonio Conte non le manda a dire dopo il pareggio del suo Napoli contro la Roma . Il tecnico azzurro ha risposto piccato alle dichiarazioni di Mancini ai microfoni di DAZN : “Ho ascoltato le sue parole, quando uno gioca non si rende conto di cosa succede in campo. Ha detto che hanno avuto tantissime occasioni, magari ha visto un’altra gara oppure è entrato dopo in campo” .

Sul pari all’Olimpico e l’entusiasmo dei giallorossi, Conte ha sottolineato: “Ci sta di pareggiare qui, ci sta di vedere così tanta soddisfazione da parte dei calciatori della Roma nel pareggiare contro di noi. Significa che stiamo facendo qualcosa d’importante” .

Il tecnico non nasconde il rammarico per il gol subito: “Certamente potevamo fare meglio nell’ultima occasione, hanno fatto lo stesso gol contro l’Eintracht. In settimana lo abbiamo fatto rivedere 15 volte al video. Loro venivano da 7 vittorie consecutive all’Olimpico” .

I numeri certificano la crescita esponenziale della squadra: “Ora abbiamo 54 punti, lo scorso anno si chiuse a 53. Quando hai una stagione così negativa non puoi pensare sia solo sfortuna. C’è stato da resecare il tutto ed iniziare a lavorare sul discorso dell’autostima e tattico. Adesso siamo una squadra, vedere la soddisfazione dei calciatori della Roma fa capire che siamo temuti” .

Il bilancio è più che positivo: “Abbiamo fatto 7 vittorie e 1 pari giocando contro Atalanta, Juve e Roma. Avrei messo tante firme se me lo avessero detto prima. I ragazzi stanno facendo qualcosa di strepitoso” .

Sul mercato e il sostituto di Kvaratskhelia , Conte chiude: “Dobbiamo essere più bravi a chiudere le gare. Per il mercato, ho visto che hanno spostato la data al 3 febbraio. È un periodo assurdo per noi allenatori, non vediamo l’ora che finisca perché crea instabilità” .