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Gravina difende Mazzoleni, la risposta di Silver Mele è da applausi.

Gravina difende Mazzoleni, e bacchetta De Laurentiis dando ragione a Max Allegri. La risposta di Silver Mele è da applausi.

GRAVINA DIFENDE MAZZOLENI

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ai microfoni di Sky ha difeso l’operato di Mazzoleni, asserendo che: “Dobbiamo stare tutti un po’ più sereni e tranquilli, ieri l’arbitro Mazzoleni ha applicato le regole nel migliore dei modi ma alcune dichiarazioni dei giorni precedenti (in riferimento alle parole di De Laurentiis, ndr), sicuramente non l’hanno aiutato nel suo lavoro”.

SILVER MELE DA APPLAUSI

Mentre Gravina difende Mazzoleni, sui fatti di Inter-Napoli arriva la risposta di Silver Mele, giornalista di Canale 8 e spaziotennis.it. Con un messaggio affidato a Facebook, Mele, risponde a tutti gli attacchi mediatici ricevuti dal Napoli e dai napoletani in queste ore.

MAZZOLENI L’UOMO DI PECHINO

Non va bene, non può andar bene. Tutto il sistema calcio italico è alla deriva, orfano di un altro tifoso perito tragicamente per le conseguenze degli scontri di ieri a margine di Inter-Napoli. Impoverito ulteriormente in quanto a credibilità, ormai davvero al lumicino.

Il prologo di ADL preannunciava il rischio di un arbitraggio inadatto: ma scusate, Mazzoleni è o non è l’uomo di Pechino? C’è bisogno di ricordarla quella infausta giornata? Non credo…ad ogni modo era l’11 agosto 2012 e se questi signori sono ancora in circolazione è probabile che qualcosa non funzioni.

Gravina difende Mazzoleni, e bacchetta De Laurentiis dando ragione a Max Allegri. La risposta di Silver Mele è da applausi.

GLI INVITI DI ANCELOTTI

Questa volta Mazzoleni ha perfino aggirato il problema: ignorati a più riprese gli inviti di Ancelotti ad interrompere la gara per i soliti cori infami in direzione di Koulibaly ha pensato bene di eliminare la causa del contendere.

Fuori Kouibaly, esasperato e anche ingenuo perchè non aveva calcolato l’imprudenza di un applauso ironico (da capire se rivolto alla parte razzista del Meazza) verso un arbitro così.

A Milano con l’Inter si può perdere, non è certo il risultato il problema o il nostro un tentativo estremo di salvare la prestazione del Napoli. Che ad ogni modo dopo aver sofferto nel primo tempo era comunque riuscito a render sterile e innocua l’Inter dei tanti nomi roboanti.

Ciò che si decide a tavolino nelle riunioni ufficiali del nulla (gli arbitri avevano stabilito di intervenire con sospensione delle gare in caso di cori discriminatori più o meno gravi, d’altronde l’esempio è importante…) puntualmente scade fino a ribaltare concetti e propositi.

RIBATTERE ALLA VERITÀ

Ancor peggio era andata a Bergamo. Il lamento illogico, incoerente, smemorato, arrogante, irrispettoso di Allegri è stato perfino accompagnato in diretta televisiva dalle truppe zerbine/zebrate, prodighe nell’indirizzare la predica-morale.

Senza neppure render giustizia a De Laurentiis che il giorno prima mai aveva parlato di Banti, bensì di Mazzoleni. Prendendoci in pieno.

D’altronde ribattere la verità dalle nostre parti è lesa maestà. Finale? In Italia il peggior esempio, quello che palesemente stride con i valori da condividere, finisce per indicare la strada ed ergersi a giudice sugli altri.

Su quelli che magari le regole vorrebbero rispettarle, sempre e comunque. E poi ci si chiede perchè non cresceremo mai…”.

 

 

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