Corsa scudetto, Longhi: “Milan ha Pioli, il Napoli ha una dipendenza”
Corsa scudetto con Milan, Napoli, Inter e Juventus impegnati nella lotta al titolo. Bruno Longhi, giornalista di Mediaset che analizza le prime tre squadre del campionato, che al momento sembrano quelle che sono tra le principali candidate alla vittoria semifinale.
La posizione sull’ Inter : “ Si pensava che la squadra di Inzaghi, reduce dal confortante successo di Anfield, dovesse fare meglio. Ma era anche prevedibile che a Torino potesse incontrare le stesse difficoltà della gara dell’andata che Juric ha riprodotto in fotocopia. Tanto pressing, tanto Toro e poca Inter, soprattutto nel primo tempo, anche a causa dell’assenza di Brozovic, l’unico insostituibile. Episodi a parte – il rigore di Ranocchia su Belotti , ma anche le occasioni mancate di un niente e le paratissime di Berisha – i nerazzurri hanno salvato la partita, ma non la classifica. Ora debbono pedalare e sperare in ciò che hanno sperato, con ottimismo ripagato, i suoi avversari “.
Bruno Longhi sul Milan dice: “ Ora comanda il Milan nonostante i suoi difetti strutturali accentuati contro l’Empoli dall’assenza di Theo Hernandez. Ha portato a casa i tre punti, e di questi tempi è ciò che conta, ma ha sofferto il predominio dell’avversario nella ripresa. Ha vinto al tie-break o per una gomma. Lascerei ad altri l’inflazionatissimo “corto muso” sdoganato da Allegri. La squadra rossonera non è la più forte: e quindi il Milan è soprattutto Stefano Pioli, il tecnico capace di infondere fiducia al suo gruppo di giovani, e di portarli all’attuale posizione di leader della classifica sicuramente superiore alle loro potenzialità “.
Mentre sul Napoli , Loghi ha aggiunto: “ Il Napoli, anche per quanto si è visto a Verona, ha qualcosa in più dei rossoneri. Ma per vincere la partita e per sancire la chiara superiorità ha avuto bisogno dei colpi dello straripante Osimhen , e della dabbenaggine di Ceccherini che si è distratto sulle due rimesse laterali da cui sono scaturiti i gol della squadra di Spalletti. Va comunque detto che l’impegno degli azzurri era sulla carta molto simile a quello dell’Inter, e quindi sicuramente meno agevole rispetto a quelli del Milan e della Juventus. Che contro la Samp ha vinto con uno scarto di due gol, ma dopo aver chiuso il primo tempo sul 2-0 senza aver mai fatto un tiro in porta su azione: un autogol, procurato da un cross basso dell’inesauribile Cuadrado, e un rigore trasformato da Morata. Il fatto poi che a Genova, a San Siro e a Udine, Szczesny, Maignan e Rui Patricio siano stati tra i migliori in campo, se non addirittura i migliori in assoluto, la dice lunga sulla capacità delle nostre big di essere dominanti “.
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