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VENTURA: “vi svelo il segreto della dieci a Insigne”. Poi boccia Jorginho…

Parla il ct : «Il gap tra la Juve e le altre si è ridotto, molto cresciuti gli azzurri»

Ventura: “vi svelo il segreto della dieci a Insigne…” . Il ct della Nazionale svela un curioso retroscena su Lorenzo e parla del Napoli e della Juve.

NAPOLI –  l ct Giampiero Ventura ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano il Mattino:

Ventura: “vi svelo il segreto della dieci a Insigne”

«Vi svelo un piccolo segreto: non sono stato io. Lorenzo è andato da Verratti e glie l’ha chiesta. E Verratti, con cui è amico dai tempi di Pescara, ha avuto qualche dubbio ma ha detto di sì. Ora se la vedranno tra di loro…».

È soddisfatto delle ultime prove di Insigne con l’Italia?

«Insigne agli Europei ha giocato poco perché il modulo non richiedeva il suo ruolo. Ora ce l’ha, aldilà del fatto che i moduli sono solo dei numeri. Ma a Madrid non ha deluso meno di altri. Perché il problema al Bernabeu è stato sfacciatamente fisico, non solo qualitativo».

Insigne è un punto di riferimento della sua Nazionale?

«Lorenzo ha avuto la maturazione nell’ultimo anno. Ora è un giocatore completo nel suo contesto e con le sue caratteristiche. Poi apro una parentesi: andiamo al Mondiale, facciamo 30 allenamenti tutti assieme per 20 giorni e la prestazione di Insigne sarà di gran lunga superiore a quella che avete visto. Il modulo non c’entra nulla».

Jorginho ha dichiarato di essere amareggiato per non essere nella sua Nazionale. Potrebbe trovare spazio?

«Mi piace molto il fatto che lui ci tenga a far parte de lgruppo Italia. È una cosa che apprezzo. Con Conte, Insigne non poteva giocare perché il 3-5-2 non richiedeva il suo ruolo. Mi stupisce che tutti si meraviglino, il punto è che noi giochiamo senza metodista. Lui è il migliore interprete di questo ruolo, ma se, come detto, questo ruolo nella mia Nazionale attualmente non c’è, non posso chiamarlo. Solo con Israele ho giocato col 3-5-2, e solo in quel caso c’era il suo ruolo, ma in quel momento avevo la necessità di dare continuità al gruppo».

Cinque giornate di serie A: Napoli e Juve guidano il campionato.

«Mai come quest’anno si sono accorciate le distanze. Il Napoli prima giocava e divertiva ora gioca e vince. E la cosa è diversa. È prioritario vincere, è un passo notevole in avanti. Poi la Juve mi pare che sia partita con un po’ di difficoltà ma come sempre con i risultati dalla sua parte».

Ha ragione Allegri quando dice che basta vincere 1-0?

«Lo dice perché è lui che vince 1-0. Ha ragione quello che arriva primo, anche se in questo momento dal punto di vista spettacolare, la squadra che gioca meglio è il Napoli»

Un gioco: nel Napoli e la Juve chi la diverte di più?

«Dybala e Mertens. Ma è un gioco…»

Sarri è diventato Sarri a 55 anni. Ne è rimasto sorpreso?

«Le squadre di Sarri hanno sempre giocato bene. Il Napoli è la squadra più organizzata della serie A, come lo era l’Empoli. Sono gli interpreti diversi. Molti allenatori fanno giocare bene le proprie squadre, sono gli interpreti che danno spettacolo. La grande bravura di Sarri è stata quella di far mettere questi campioni a disposizione della squadra e del suo gioco».

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