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Racconti Mondiali: Parla Alfred Gomis. Un cuneese tra i pali del Senegal

Mondiali - il portiere della SPAL, Alfred Gomis: "Sono cresciuto a Cuneo da quando avevo tre anni. Ho scelto Senegal per le mie radici, per mio padre, e per gli schiavi neri."

“Sono tornato in Senegal dopo 15 anni. Ho rivisto i luoghi della mia infanzia. Sto in Italia da quando avevo tre anni, Cuneo precisamente. Ma pur facendo uno stage con l’Under 21 azzurra, la mia scelta finale è ricaduta sul Senegal. L’ho fatto per mio padre che oggi non c’è più, per le mie radici che non le dimentico mai e per gli schiavi neri.” Queste le parole del portiere della SPAL Alfred Gomis che ci rassicura che in Russia un tricolore sventolerà, quello che lui stesso porterà in valigia.

“Io mi sento italiano. In Russia sventolerà un tricolore e lo farò con orgoglio. L’Italia non è un paese razzista, ma la situazione politica attuale di certo non è delle migliori sotto questo aspetto. Quando entro in un posto mi guardano in un certo modo prima di sentire il mio italiano. Balotelli capitano dell’Italia? Io sono daccordo. Ottimo per fare in modo che SuperMario si responsabilizzi maggiormente. Ho visitato tante cose in Senegal, ma la cosa più suggestiva è stata l’isola di Gorée che si trova a tre km a largo di Dakar. Lì passavano gli schiavi destinati in America. Chi per ragioni di salute o altro, non poteva proseguire il viaggio, veniva buttato in mare.”

Il racconto di Alfred continua, parlando della sua vita e del suo papà: “In Senegal ho avuto l’occasione di salutare i miei familiari, compresa mia nonna. Ho fatto visita alla tomba di mio padre, dove sopra gli ho depositato un fiore. Papà è scomparso nel 2016. E’ stato maggiormente per lui che ho scelto il Senegal, ha fatto tanti sacrifici per me e per i miei fratelli. Ne siamo in quattro e tre di noi fanno come ruolo il portiere. Lys, il primogenito gioca nella Paganese. Ho due fratelli più piccoli: Maurice di 19 anni che milita nella Nocerina e David che di anni ne ha 9. Quando è morto papà, David è stato affidato a me per un pò di tempo. Ero a Cesena all’epoca, quando andavamo in trasferta dormivamo nella stessa stanza, e quando scendevo in campo lui dalla tribuna faceva il tifo per me.”

In Russia, dunque, ci sarà un pò d’Italia. Quella che Alfred Gomis sventolerà con orgoglio e senso d’appartenenza.

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