MARADONA E QUELLA CANZONE NOTTURNA A SQUARCIAGOLA
Le notti di Maradona, le canzoni e la vecchiarella sul balcone. I posti di Napoli frequentati da Diego diventano mete per turisti.
Le notti di Maradona, le canzoni e la vecchiarella sul balcone. I posti di Napoli frequentati da Diego diventano mete per turisti.
Innanzi tutto le mete preferite di Diego
Maradona andava ricercato negli spigoli di una giornata infinita , si nascondeva ovunque fosse possibile «staccare», meritava d’esser vissuto con le persone giuste e Bruscolotti era una di queste, molto più di un compagno, che l’accoglieva spesso (e volentieri) a casa sua, in via Petrarca, e che ad un certo punto decise di offrirgli la fascia di capitano all’alba della stagione del primo scudetto.
E comunque il calcio era presente anche nel tempo libero ed è per questo che tra le mete preferite di Diego c’era il Virgilio Club, in Via Tito Lucrezio Caro, laddove le «partitelle» con amici (nel “suo” campetto) iniziavano per gioco e si concludevano sul serio, quasi fossero gare ufficiali. E quando il sole dava appuntamento al giorno dopo , tappa fissa era il ristorante Sarago, in piazza Sannazaro , dove lasciarsi viziare – nella sala privata – era fin troppo semplice (e invitante).
Si sa, non tutte le notti di Maradona erano notti di sonno e di riposo . Lui, spesso, mentre la città dormiva se ne andava in giro tra locali e amici, protetto dai silenzi di tutti e, soprattutto, da quello che poi sapeva dare in campo anche con gli occhi stanchi.
Lunghe nottate prima di rincasare al suo celebre inidirizzo di via Scipione Capece , sulla collina di Posillipo, governato a lungo dalla sua Tota napoletana , la mamma della casa, la signora Lucia Rispoli.
Tornando al ricordo, una notte, era di primavera , tra le due e le tre, uscendo da un locale in pieno centro cittadino cominciò a cantare a squarciagola. Tempo due minuti e dal balcone al primo piano d’un palazzo antico s’affacciò una vecchiarella ( donna anziana). “Ma sei impazzito? Stai svegliando tutti. Ma chi credi di essere?”, gli urlò. “Sono Maradona”, fu la sua risposta. “Sei Maradona? E allora canta”, gli disse la vecchia signora con un sorriso largo e la voce dolce. Sì, erano tempi, quelli, in cui a Diego Maradona, amato e coccolato da tutta la città, era concesso proprio tutto.
Prendetevi una pausa e se c’è tempo per l’ultima curva correte allo stadio San Paolo perché pare di vederlo ancora mentre palleggia dinanzi a settantamila anime, il 5 luglio ’84, nel giorno della presentazione ai tifosi. E poi dividetevi tra i Quartieri Spagnoli e San Giovanni a Teduccio e fotografate i murales che lo «inchiodano» a questa città, così come la «ciocca di capelli» gelosamente custodita nel celebre altarino in via San Biagio dei Librai , a due passi dal Bar Nilo, che v’accoglie nel bel mezzo di sciarpe azzurre e cimeli di Diego. Ed ora tornate pure a fare ciò che v’appartiene: è stato un lungo viaggio ai margini della sua vita.
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