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Fedez demolisce la Rai e la sua comunicazione da medioevo. A cosa serve nascondere la polvere sotto il tappeto?

Lo scontro Fedez-Rai ha un vincitore assoluto ed il cantante, che ha messo in luce un tipo di comunicazione arcaica

Finiamola con il politicamente corretto, in molti casi serve veramente a poco. La telefonata tra Fedez e la Rai mette in evidenza fatti oggettivi: un tentativo di censura, un comunicazione da medioevo della Rai e la voglia di nascondere la polvere sotto il tappeto. Ma andiamo con ordine. Fedez denuncia un tentativo di censura da parte dei vertici Rai 3 durante il discorso primo maggio. Il cantante lo ha detto senza alcun filtro, in modo, chiaro e semplice. A quel punto l’antica e superata macchina della comunicazione della Rai si è messa subito in moto. A quel punto c’era un solo obiettivo, nascondere la polvere sotto il tappeto. Si, perché hanno pensato che non si poteva fare altro. Avranno pensato che produrre un comunicato e dire: “E’ la nostra parola contro quella di Fedez” potesse bastare.

Fedez al concertone: il comunicato della Rai

“Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. E’ fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta” e ancora: “Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto – continua il comunicato -: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi”. “La Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l’occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio” conclude l’azienda.

Fedez e la telefonata

Provate a leggere ora il comunicato della Rai. Provate a leggerlo dopo che Fedez ha pubblicato su twitter la telefonata con i vertici di Rai 3, tra cui il vice direttore Ilaria Capitani. Provate a leggere quelle parole, quando in quella telefonata è evidente il tentativo di censura su temi come i diritti civili. “Non è il contesto giusto” ripetono i vertici Rai. Ma esattamente quale sarebbe il contesto giusto per denunciare chi parla di mettere il figlio nel forno perché omosessuale? Qualcuno ci illumini, vi prego.

Il comunicato della Rai contro Fedez diventa carta straccia con il video della telefonata ed a questo punto ci si attenderebbe una reazione, magari immediata. Magari, in un paese normale, ci sarebbero state già dimissioni per la figuraccia (per non usare parole peggiori ndr). Ed invece in Italia nessuno ancora ha voluto mollare la poltrona.

Intanto dalla Rai fanno sapere che il video pubblicato da Fedez non fornirebbe una ricostruzione completa dei fatti. Tanto che da Rai 3 arriva la “conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio – richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto – e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista”. In riferimento alla telefonata con Fedez aggiungono: “In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez, notiamo che l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli”.

Secondo la Rai Fedez avrebbe tagliato della parti: “Le parole realmente dette sono: «Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che la Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà.» E infine: «Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo [?] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua”. Insomma secondo la Rai non c’è stato alcun tentativo di censura, eppure basta guardare quel video per farsi un’idea contraria.

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