Il Mattino: Ecco come Sky, Mediaset e la Rai screditano il Napoli

Sky, Mediaset e la Rai screditano il Napoli. Un brutto vizio quello delle reti nazionali, dai zero titoli di Lauro, al fallo di mano di Mertens, passando alle risate sulle lacrime di Cannavaro, Napoletano in odore di Cina per finire all’assurda ricostruzione pre Coppa fatta dal cronista della Rai. L’Italia sembra quai non accettare l’egemonia degli azzurri. Ogni occasione è buona per screditare la forza del Napoli. Francesco De Luca sulle pagine de il Mattino risponde per le rime a chi taccia i napoletani di vittimismo.

Il fallo di mano di Mertens

Venerdì sera, dopo la vittoria a Crotone (la nona in dieci trasferte), in un altro salotto, quello di Sky Sport, si erano ascoltati sì elogi al Napoli campione d’inverno ma a lungo ci si era soffermati sul presunto fallo di mano di Mertens, sul quale avevano sorvolato l’arbitro Mariani in campo e i suoi due colleghi addetti al Var: la nuova tecnologia non dovrebbe stoppare qualsiasi polemica? La sensazione – sgradevole – è che si insistesse tanto per mettere un’ombra sul successo che aveva legittimato la leadership degli azzurri dopo diciannove giornate, senza dover attendere il risultato di Verona-Juventus”.

Zero titoli di Lauro

Ma come si fa a parlare di “rischio zero titoli” se la squadra è in corsa su due fronti e se finora ha offerto numeri pazzeschi e quasi sempre prestazioni di alto livello? Ma come si può immaginare, come è stato detto, un effetto dannoso sull’ambiente per l’eliminazione dalla Coppa Italia dopo aver ascoltato gli applausi che i trentamila hanno rivolto al Napoli, gli stessi dedicati agli azzurri e a Sarri dopo la sconfitta con la Juve e il pareggio con la Fiorentina, le ultime due partite terminate al San Paolo senza vittorie?

Screditare la forza del Napoli

Si ha la sensazione – questa ancor più sgradevole – che in certi dibattiti televisivi il Napoli non goda della considerazione che merita in virtù dei risultati e del gioco. È come se si ritenesse che questo bel giocattolo prima o poi si incepperà e che la Juve potrà correre felice, con quel supporto mediatico che non è mai venuto meno, verso il settimo scudetto. È inutile rilevare ancora una volta la differenza di fatturati e capitali tra i due club, con un riflesso su qualità e quantità degli organici a disposizione di Sarri e Allegri. Ma il Napoli merita un rispetto mediatico che non sempre sembra ricevere”.

Sky, Mediaset e la Rai screditano il Napoli

C’è chi da Sky Sport anni fa – Massimo Mauro, unico del team di opinionisti che abbia indossato la maglia del Napoli, mentre Mediaset può schierare Ciro Ferrara, il calciatore napoletano che ha vinto più titoli – rimproverò agli azzurri un eccesso di esultanza a fine partita: e che male ci sarebbe, visto che non si offende nessuno? Piuttosto, non si sono sentite censure forti sui cori indirizzati a Napoli e ai napoletani anche quando la squadra non gioca negli stadi di Torino o Milano.
Ci sentiamo di rassicurare autorevoli opinionisti: l’impatto delle eliminazioni dalla Champions e dalla Coppa Italia non sarà devastante perchè il Napoli ha un solo obiettivo ed è riportare lo scudetto in città dopo ventott’anni.

L’assurda ricostruzione pre Coppa fatta dal cronista della Rai 

A proposito del trionfo del 1990, è stato spiacevole che la ricostruzione pre Coppa fatta dal cronista della Rai delle sfide con l’Atalanta sia partita dalla moneta che colpì Alemao a Bergamo e non dalla finale del 1987 che venne vinta dalla squadra di Diego ma macchiata dai gravi incidenti provocati dagli ultrà nerazzurri.

Napoli, malavita e magistratura

Si è ascoltato anche di peggio nei mesi scorsi, come un intero programma dedicato a presunte pressioni e ancor più presunti rapporti tra la malavita e il Napoli, un romanzone che è stato sempre puntualmente smontato dalla magistratura. Un eccesso di chiacchiere su argomenti calcistici e non. Per fortuna, ci sono Sarri e il vento del San Paolo a spingere la squadra nella più dura e affascinante sfida del post Maradona. Sabato il primo duello a distanza con la Juve nel 2018: azzurri, su la testa.