Antonio fa un assist a Lang

Un’altra occasione. Sette giorni dopo il Verona e tre dopo la panchina contro l’Inter, Noa Lang tornerà titolare contro il Parma. Antonio Conte ha deciso di rilanciarlo nel tridente “mascherato” con Politano e Hojlund, preferendolo a Elmas, reduce da una lunga sequenza di impegni consecutivi. Come racconta Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, la scelta nasce anche da quanto Lang ha mostrato a San Siro, quando è entrato in corsa e ha lasciato il segno.

L’assist per il pareggio firmato McTominay nella notte scudetto di Milano è stato un gesto di grande peso specifico: tempismo, furbizia e applicazione, sfruttando lo spazio alle spalle di Barella in un momento decisivo della partita e forse anche della stagione. Secondo Fabio Mandarini del Corriere dello Sport, è stato un colpo che ha inciso non solo sul risultato, ma anche sulle prospettive future dell’attaccante olandese.

Lang resta uno degli uomini dai quali il Napoli si aspetta di più. Non è un mistero e non è una lettura forzata: lo conferma la gestione intermittente di Conte, che finora non ha mai nascosto una certa insoddisfazione legata alla discontinuità del rendimento. Arrivato in estate come uno dei pezzi pregiati del mercato, con un’operazione da circa 30 milioni di euro tra parte fissa e bonus, Lang ha prodotto finora un solo gol, contro l’Atalanta il 22 novembre, e due assist consecutivi. Dati che Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport definisce inferiori alle aspettative iniziali.

Il primo assist era arrivato contro il Verona, su calcio d’angolo, al termine di una prestazione poco brillante nel ritorno da titolare dopo quattro partite. Il secondo, ben più pesante, contro l’Inter, entrando con personalità in una sfida cruciale per il destino del campionato. In entrambi i casi, il beneficiario è stato McTominay. E chissà che il copione non possa ripetersi anche oggi.

La svolta

A San Siro, però, Lang ha servito soprattutto un assist a se stesso. Con il mercato aperto e una situazione ancora non del tutto definita, la giocata contro l’Inter può rappresentare una chiave di svolta. Colpi del genere lasciano il segno, soprattutto quando la posta in palio è così alta. Come sottolinea ancora Fabio Mandarini del Corriere dello Sport, nessuno potrà sottrargli i meriti di quella giocata, né ridimensionarne il valore.

Conte lo rilancia oggi in una partita che il Napoli non può permettersi di sbagliare. Non più, non ora. E forse anche per questo il tecnico ha deciso di puntare ancora su di lui, nella speranza che quella scintilla accesa a San Siro possa trasformarsi in continuità.

Prima fila

Da agosto a oggi, Lang ha collezionato 8 presenze da titolare su 24 partite complessive, con 846 minuti all’attivo. Molto meno di quanto avrebbe probabilmente immaginato e anche rispetto ai piani tecnici iniziali. Ma il calcio è fatto anche di questo: concorrenza, scelte, scivolamenti ai margini quando il livello si alza.

All’alba del mercato invernale, l’olandese si è trovato a fare i conti con dubbi e con l’ipotesi di un possibile addio dopo pochi mesi, pur avendo espresso chiaramente la volontà di restare. Non una situazione semplice, ma neppure definitiva. Così Lang ha continuato a lavorare, aspettando il momento giusto. A San Siro ha trasformato un pallone pesante in un assist d’oro. Per McTominay, per il Napoli, per se stesso. E oggi torna in prima fila: provaci ancora, Noa.