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La Cura Ascierto può salvare la vita: ecco i primi dati ufficiali dell’Aifa

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I primi dati dell’Aifa danno merito alla cura Ascierto, il trattamento con Tocilizumab studiato dal Cotugno e del Pascale funziona.

DATI AIFA CURA ASCIERTO. Si parla di risultati incoraggianti quando si ci riferisce al Tocilizumab. L’Aifa sulla Cura Ascierto rende noti i primi dati da quando è cominciata la pandemia da coronavirus. Quelli disponibili sono quelli relativi alla cura con il Tocilizumab messa a punto da un team di medici degli ospedali Cotugno e Pascale di Napoli. Proprio dal capoluogo partenopeo è partita la prima speranza di cura contro il coronavirus. Una speranza che in tanti hanno cercato di mettere a tacere o di contestare, mentre in tutto il mondo cresceva l’attenzione intorno allo studio napoletano.

L’utilizzo del farmaco riguarda persone in condizioni serie, ovvero in una fase avanzata della malattia, da trattare in terapia intensiva. I primi risultati, come detto incoraggianti, ma si attende la conferma di un altro studio (sempre approvato dall’Aifa) per fare un confronto.

Cura Ascierto ed i dati dell’Aifa

Lo studio clinico non comparativo su Tocilizumab è stato realizzato in condizioni di emergenza, in un contesto di elevate aspettative e assenza di trattamenti efficaci” fanno sapere dall’Agenzia. Per questo motivo il farmaco è stato dato a tutti coloro che ne avevano bisogno. Eppure nonostante la sua efficacia proprio qualche giorno fa il professor Galli è tornato a contestare Ascierto.

I dati dell’Aifa sulla cura Ascierto, però, svelano un primo velo sulla bontà del ‘farmaco napoletano’: “I risultati suggeriscono una moderata riduzione della mortalità” scrivono nelle conclusioni. Nello specifico si osservano effetti positivi sulla mortalità a 30 giorni. I risultati statisticamente più significativi, indicano che la letalità dopo un mese tra i pazienti che hanno preso il Tocilizumab è stata del 22,4% contro quella, ipotizzata a priori in base ai dati dell’Istituto superiore di sanità, proprio perché non esisteva un gruppo di controllo che non ha utilizzato il medicinale, del 30%“.

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