Il Napoli si allena ad Halloween. Che sfida tra zucche e punizioni…

Gli azzurri si allenano a Castelvolturno. Younes abbraccia il pallone, Callejon fa 4 su 4 , Ospina sfida Fabian Ruiz e le zucche di Halloween a Napoli.

Gli azzurri si allenano a Castelvolturno. Younes abbraccia il pallone, Callejon fa 4 su 4 , Ospina sfida Fabian Ruiz e le zucche di Halloween a Napoli.

Giornata di Allenamento per il Napoli a Castel Volturno. Gli azzurri sotto l’occhio vigile di Ancelotti hanno dato fondo a tutte le energie. Emblematica l’immagine di Younes che abbraccia il pallone : “ finalmente, per la prima volta ho sostenuto un intero allenamento con la squadra “.

Mertens e Callejon si sono sfidati sulle punizioni , ha vinto lo spagnolo con 4 goal su 4. Facce allegre nel centro tecnico ma allo stesso tempo massima concentrazione pensando all’Empoli. Insigne scherza con Malcuit e Meret in clima Halloween sfoggia i guanti “Scheletro”.

La grande sfida tra intagliatori di Zucche , ha visto protagonisti Ospina contro Fabian Ruiz .

La festa americana di Halloween a Napoli , sta trovando sempre più consensi, complice le antiche tradizioni del culto dei morti. L’icona di questa festa d’oltre oceano è la zucca intagliata che rappresenta la faccia sogghignante del furbo fabbro, Jack o Lantern.

A Napoli dalle risate smisurate di Halloween , si passa a una festa religiosa, quella di Ognissanti che viene celebrata il 1° Novembre di tutti gli anni, ricordando la gloria e l’onore di tutti i Santi, seguita poi dal 2 Novembre con la Festa dei Morti e la Commemorazione dei Defunti .

Secondo la tradizione partenopea il periodo che ruota attorno a Ognissanti e al giorno dei morti è il momento in cui il velo tra il cielo e la terra si fa particolarmente sottile. Si dice, infatti, che la notte tra il 1 e il 2 novembre l’anima dei nostri antenati siano in grado di oltrepassare quel velo e venire a farci visita. Ecco perché in quella notte ci sentiamo forse più sereni.

In Campania i morti non muoiono mai davvero , restano tra noi a scrutarci, a guidarci e, se necessario, perfino ad aiutarci, così come diceva Eduardo De Filippo in una delle sue più celebri commedie: i” morti sono sotto i tappeti, sotto le sedie, sotto i mobili”, insomma non ci lasciano mai soli.