Gullit: «Milan, a Napoli serve un’impresa come la nostra»
MILANO – Alla vigilia di Napoli-Milan, una partita che per lui ha un sapore speciale, Ruud Gullit parla del momento delicato vissuto dai rossoneri. L’ex Pallone d’Oro e colonna del Milan di Sacchi non nasconde la sua preoccupazione: «Restare fuori dalla prossima Champions sarebbe un disastro per il Milan. La squadra è forte, ma ha perso la direzione».
«Mi ricorda il Chelsea: tanta qualità, poca identità» Gullit paragona la stagione del Milan a quella del Chelsea: «Due squadre forti, ma che non sanno bene cosa vogliono essere. Dopo la Supercoppa Italiana pensavo che il Milan avesse risolto i problemi, invece è mancata la crescita. Serve una filosofia chiara, come ha fatto il PSG con Luis Enrique o il Liverpool con Slot. Il successo non si compra, va costruito con scelte giuste».
«Allenatore? Serve uno in linea col club» Alla domanda su nomi come Conte o Allegri, Gullit risponde con pragmatismo: «Non conta il nome, conta il profilo. Serve un tecnico che si adatti all’identità del club. L’Inter ha trovato il suo equilibrio con un gioco riconoscibile. Il Milan deve riscoprire il proprio DNA prima ancora di scegliere il manager».
«Reijnders è un top player. Lo seguo dai tempi dell’AZ» Tra le poche note liete del Milan di oggi, Gullit individua Reijnders: «Le sue ultime stagioni sono state incredibili. È diventato un top a livello mondiale. Sono orgoglioso di lui, lo conosco dai tempi dell’AZ Alkmaar».
Quel Napoli-Milan del 1988… Gullit ricorda con emozione il celebre 3-2 al San Paolo che consegnò lo scudetto al suo Milan: «Fu una battaglia, un’atmosfera pazzesca. Ricordo il viaggio in aereo separato dallo staff di sicurezza e dai cuochi… Avevamo paura di mangiare qualcosa di “sbagliato” (ride). E poi le pietre e le arance contro il pullman, ma vincemmo lo stesso. Anche Maradona ci applaudì. Indimenticabile».
«Dedico il Pallone d’Oro a Mandela. Mi disse: avevo paura che ti punissero» Nello stesso anno ricevette il Pallone d’Oro e decise di dedicarlo a Nelson Mandela: «All’epoca pochi in Italia sapevano chi fosse. Quando lo incontrai, mi disse di aver avuto paura che sarei stato punito. Quelle parole mi commossero profondamente».
Champions e scudetto: i pronostici di Gullit Per la Champions League: «Punto ancora sul Real Madrid. Ancelotti trova sempre il modo per uscirne. Ma non mi dispiacerebbe se vincesse il PSG: il loro gioco mi impressiona». E in Italia? «L’Inter ha più chance dello scudetto rispetto al Napoli. Ma spero che il Milan ritrovi la via e possa ancora rientrare in corsa. Deve dare il massimo».
Su Cristiano Ronaldo: «Non è vero che l’ho mai criticato dopo l’Europeo. È una leggenda, va solo ammirato».
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