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Serie A e coppe europee: il calcio vuole andare avanti

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Tabelle di marcia e volontà di andare avanti: la Serie A e la Uefa cercano una soluzione per ripartire dopo l’emergenza coroanvirus.

Il fronte della Serie A si spacca tra i club che vogliono terminare la stagione e quelli che invece vogliono cristallizzare la classifica e fermare tutto. L’incertezza è assoluta. A farla da padrone, ovviamente, è l’emergenza sanitaria. Solo con la diminuzione del contagio si potrà cercare di far ripartire il calcio, così come le altre attività sul territorio nazionale. I numeri sono in decrescita, ma non si può contare ancora vittoria.

Intanto i club di Serie A, per ora, non hanno trovato ancora un’intesa se ripartire o meno. Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha fatto sapere che sicuramente non si riprenderà prima di maggio. Anche perché ai calciatori serve tempo per tornare in forma, perché gli allenamenti a casa sono utili, ma il campo è tutt’altra cosa.

La Uefa vuole riprendere le competizione

Oltre alla Serie A c’è anche la Uefa che spinge per giocare, con Ceferin che vuole a tutti i costi riprendere le competizioni. Anche in questo caso si dà priorità alla salute pubblica, ma c’è la ferma volontà di proseguire anche se si dovesse arrivare in estate inoltrata. La Fifa sta già lavorando per preparare i nulla osta per consentire ai giocatori di continuare a scendere in campo con i rispettivi club anche dopo il 30 giugno, data in cui scadono contratti e assicurazioni. Una delle date ipotizzate dalla Uefa per ripartire è quella del 16-17 maggio, questo in uno scenario ottimistico, ma ci sono anche altre prospettive che portano al 31 maggio ed al 3 giugno. A decidere sulla ripresa del calcio sarà l’emergenza coronavirus, che ha tempi e diffusioni diverse in giro per l’Europa. Ecco perché è molto probabile che i campionati partano in modo sfalsato, assecondando la diminuzione del contagio nella nazione specifica.

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