Rottura Spalletti-ADL, la PEC una mossa ‘astuta’ del patron: svelato il motivo
Spalletti avrebbe potuto lasciare il Napoli per un’altra squadra, ma è stato bloccato da una mossa astuta di De Laurentiis.
Spalletti avrebbe potuto lasciare il Napoli per un’altra squadra, ma è stato bloccato da una mossa astuta di De Laurentiis.
Dopo la conclusione di questa stagione a dir poco entusiasmante che ha visto il Napoli tornare a vincere il tricolore, i destini di Luciano Spalletti e il club si separeranno. La società di Aurelio De Laurentiis è subito entrata in cerca di un nuovo allenatore ( che sembra aver trovato in Vincenzo Italiano ) e una mossa del presidente, da una parte ‘astuta’, ha avuto un impatto immediato sulla fine del rapporto tra le due parti.
Spalletti sperava di avere un incontro diretto per discutere di tutto e poter continuare il suo percorso con il Napoli, mantenendo un rispetto reciproco. Aveva sperato in uno sviluppo naturale del rapporto basato sulla condivisione, considerando aspetti come il rinnovo degli emolumenti dopo i successi, la durata del contratto per altri 12 mesi o più e la pianificazione del prossimo mercato estivo con conferme, acquisti e cessioni. Eppure dopo l’eliminazione dalla Champions League, quando il Napoli conquistò il suo terzo scudetto, Spalletti si è sentito messo da parte dalla società prendendo di conseguenza la sua decisione.
Rottura Spalletti-De Laurentiis: tutta l’astuzia del patron azzurro
Durante l’ultima fase del percorso, ci sono stati numerosi ostacoli che hanno portato il tecnico a meditare un addio sereno e pacifico. L’episodio più fastidioso di tutti è arrivato sotto forma di una PEC , inviata dal Napoli e firmata da De Laurentiis. In questa comunicazione inviata alla Lega, il club ha esercitato l’opzione di prolungare il contratto di Spalletti di un altro anno, come precedentemente concordato. Si tratta di una scelta legittima da parte di De Laurentiis, che ha rispettato i termini di legge. Spalletti si aspettava qualcosa di più di una semplice formalità: una telefonata o un incontro preventivo.
Al contrario, non c’è stata alcuna consultazione o preavviso, nonostante Spalletti sapesse perfettamente che il Napoli non era obbligato a farlo e stesse agendo entro i limiti delle proprie possibilità. Ed è proprio questo aspetto che non è stato gradito dal tecnico: l’approccio formale quando si poteva costruire, come lui credeva di fare, un legame più profondo, al di là delle regole e della documentazione scritta. Con l’invio della PEC, De Laurentiis non solo ha esercitato l’opzione contrattuale, ma sembrava voler ribadire l’autorità del club, impedendo al tecnico di valutare altre possibilità.
Va sottolineato che Spalletti non aveva altre squadre in lista d’attesa o aveva contattato altri club. Come ha sempre dichiarato nelle conferenze stampe alla vigilia delle partite, il suo pensiero era rivolto solo al presente. Peccato per la mossa di De Laurentiis che ha poi indotto Spalletti a prendere la decisione di proseguire verso un anno sabbatico.
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