Napoli, i reduci dello scudetto pronti a trascinare il gruppo: “Sappiamo come si vince”
NAPOLI – Dieci uomini, un ricordo indelebile e un compito preciso: guidare il Napoli nel finale di stagione. Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera, Lobotka, Anguissa, Politano, Raspadori e Simeone sono i superstiti dello scudetto del 2023, quelli che hanno vissuto in prima persona l’esplosione di gioia della città e l’ebbrezza di una cavalcata trionfale. Ora, come racconta Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, sono loro il cuore pulsante del gruppo azzurro.
Leader e mentalità. A loro si aggiungono i nuovi innesti con pedigree vincente: Lukaku, uomo scudetto con l’Inter nel 2021 e già campione con Anderlecht; McTominay, cresciuto nel Manchester United; Neres, che con Ajax e Benfica ha sollevato trofei in serie; Okafor, quattro volte campione d’Austria con il Salisburgo. Una rosa costruita per competere, che con Antonio Conte ha riscoperto fame e motivazione.
Conte e il DNA della vittoria. In panchina c’è un maestro di successi: Antonio Conte ha nel curriculum tre scudetti con la Juventus, uno con il Chelsea e uno proprio con l’Inter. Sa cosa serve per vincere, ma soprattutto sa come trasmetterlo. Ora ha tra le mani un gruppo che conosce la vittoria e che vuole dimostrare che quanto fatto nel 2023 non è stato frutto del caso.
Come evidenzia Palliggiano sul Corriere dello Sport, in una corsa scudetto dove ogni dettaglio pesa, l’esperienza diventa un’arma fondamentale. E proprio quei “reduci” del tricolore possono fare la differenza, con una parola giusta, un gesto, un esempio. Il Napoli non ha forse la profondità della rosa dell’Inter, ma ha un’anima vincente e una guida tecnica che non si accontenta mai.
Ora o mai più. Manca un mese e mezzo alla fine. Nove partite, a partire da quella contro il Milan. All’andata, al “Meazza”, fu Kvaratskhelia – oggi andato via – a segnare il gol che tenne vivo l’orgoglio azzurro. Ora tocca agli altri dieci “reduci”, ai nuovi leader, al progetto Conte. Dimostrare che lo scudetto non è stato un episodio isolato, ma il primo passo di un ciclo. La ricetta c’è. Basta seguirla fino in fondo.
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