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REPUBBLICA – Un progetto su Mertens mette in allarme tifosi e compagni

Chi non vorrebbe un bomber così determinato nel giocare per per sé e per gli altri?, ma un progetto su Mertens mette in allarme tifosi e compagni.

NAPOLI, Scrive Antonio Corbo su Repubblica: C’ È Mertens e c’è il Napoli. La prevedibile slavina sullo spaventato Benevento segna una linea di confine nei programmi di allenatore, squadra e bomber. Insieme puntano tutti allo scudetto per onorare il giuramento di Castel Volturn. Il progetto che lo porterà magari lontano da Napoli a fine stagione non deve preoccupare il Napoli, mettere in allarme i compagni e i tifosi, coltivarne invidie e gelosie. Rende semmai più motivata la squadra nella corsa scudetto, più temibile il suo attacco, più tranquillo l’allenatore.

Il rigore lo tiro io

Tutto gira intono ai due rigori. Mertens piombato sulla palla come un bracco sulla preda: veloce, essenziale, severo. Neanche un un dubbio, la richiesta di un sì, un cenno d’intesa verso i compagni o la panchina, il rigore lo batto io, la scena dice questo. Il capitano neanche si avvicina, nessuno osa discutere, il rigore lo tiro io, pensa Mertens, e va così.

La bulimia di Mertens

Dopo la partita anche Sarri sembra arrendersi alla bulimia di Mertens. «Ha tanta fame e ho lasciato che si sfamasse» è la sintesi dell’intervista, il suo bomber sale così da 2 a 5 reti, secondo nella classifica cannonieri, e ne prende atto. Fino a poco fa, sosteneva che uno scattista ha bisogno di intervalli di recupero, e per questo motivo gli aveva preferito Milik in Champions.

Mertens entra negli intoccabili 

Il retroscena è rilevante, con due chiavi di lettura. È positivo per il Napoli, che può contare sulla insaziabile fame di Mertens, come la descrive Sarri, ma preclude al tecnico stesso l’ipotesi di un “piano B” con Milik ed un turnover può assiduo. Certo, finché segna, nessuno lo riporterà in panchina. Entra così negli intoccabili come Hamsik, che dopo sei sostituzioni consecutive ha giocatori ieri fino in fondo, facendo rilevare molti progressi nel primo tempo, nulla di nuovo nel secondo.

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