Napoli: conti in rosso, tagli agli ingaggi, ma De Laurentiis ha trovato la soluzione
Il bilancio del Napoli è in rosso, mai così male nella gestione di Aurelio De Laurentiis: la società ha oltre 58 milioni di euro di perdite. Insomma un bel problema per il patron del Napoli che ha fatto dei conti in ordine la sua principale filosofia di gestione del club. Ecco perché in questi mesi si è proceduto ad una gestione oculata delle spese, con un mercato estiva praticamente azzerato e quello invernale in cui è arrivato, per ora, solo Tuanzebe in prestito.
Bilancio Napoli: perdite e austerity
Il Mattino nell’edizione odierna effettua un focus sui conti del Napoli e riporta le cifre : “ Un record nella gestione di De Laurentiis. Mai si era arrivato a queste cifre di deficit. Che spiegano perché il club azzurro continui a invocare politiche di austerity finanziario : un’altra perdita, dopo quelle pari a 18,97 milioni della stagione precedente e l’utile di 29,1 milioni del bilancio chiuso al 30 giugno 2019. Era da tempo che il patron lancia un campanello d’allarme, che insiste perché il monte ingaggi scenda sotto i 100 milioni (al 30 giugno erano 134,7mln di euro) “.
De Laurentiis e la rivalutazione del marchio Napoli
Come chiarito anche da Umberto Chiariello il Napoli fino ad ora ha usufruito di una crescita esponenziale del marchio, da zero a 75 milioni di euro , per appianare il rosso in bilancio. Il Mattino entra nelle pieghe della questione e scrive di come il presidente si stia interessando anche ad un cambio di logo come il ritorno del Corsiero del Sole, oppure la N del Napoli, abbandonando il ciuccio.
Ma la mossa di De Laurentiis per appianare le perdite di bilancio viene spiegata nei dettagli: “ La società ha fatto una mossa inedita che però consente di registrare un patrimonio netto nuovamente positivo e in aumento a oltre 140 milioni di euro (126,4 milioni al 30 giugno 2020) sfruttando una norma legata al dl 104/2020, convertito nella Legge n. 126 del 13/10/2020), che permette di rivalutare a bilancio le immobilizzazioni immateriali. Una possibilità sfruttata in Serie A anche da Inter e Udinese. E il marchio del Napoli ora è iscritto a bilancio per la cifra di 75 milioni di euro. Frutto di una valutazione fatta da un esperto. Prima valeva zero. Come è scritto nelle motivazioni, l’obiettivo di questo strumento è quello di incentivare la patrimonializzazione delle imprese e limitare le perdite derivanti dai danni economici causati dalla pandemia. La stima del valore del predetto marchio Napoli è stata effettuata «secondo principi di prudenza, ragionevolezza e dimostrabilità, evitando rischi di sopravvalutazione e conseguente ingiustificato incremento di patrimonio netto “.
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