Napoli, Benitez: “Vi racconto un retroscena su Callejon. De Laurentiis mi chiamò per Carrasco…”
Rafa Benitez racconta un retroscena su Callejon. L’allenatore spagnolo parla anche del suo rapporto con Aurelio De Laurentiis.
Rafa Benitez racconta un retroscena su Callejon. L’allenatore spagnolo parla anche del suo rapporto con Aurelio De Laurentiis.
NAPOLI. Rafa Benitez ha rilasciato una lunga intervista al corriere dello sport. L’allenatore spagnolo ha ammesso di tifare Napoli, nella finale di coppa Italia e tra le tante cose si è soffermato su alcuni giocatori della rosa azzurra_
“Un solo «colpo» tra i tanti del mio biennio a Napoli? Impossibile. Perché Callejon , che pagammo poco meno di nove milioni, ha offerto sette anni di rendimento impressionante. Un anno dopo ci arrivò una proposta da 25 milioni , e Aurelio disse di no. In termini economici, vista la quotazione raggiunta da Koulibaly, potrebbe essere lui l’affare indimenticabile : ma anche Higuain, che ha prodotto gol e utili; o Mertens, che è diventato il re del gol. Mi spiace che la sorte non sia stata amica di Ghoulam: non c’erano tanti esterni difensivi forti di lui, quando si è infortunato”.
Con De Laurentiis si sente ancora…
«Siamo rimasti in contatto e quando capita di parlarsi, si avverte reciproca stima. All’epoca, com’è inevitabile che sia, ci furono divergenza, ma niente di clamoroso o di irrispettoso. Abbiamo avuto modo di chiacchierare in gennaio, mi pare, perché si poteva profilare uno scambio tra Lozano e C arrasco ; e poi per il suo compleanno, recentemente, quando è stato piacevole confessare i sentimenti che l’uno prova nei confronti dell’altro».
Una finale è più tattica o più talento? «L’una e l’altra, perché l’organizzazione non può essere ridimensionata. Certo che poi la svolta può arrivare persino da una situazione che, alla vigilia, possa sembrarti apparentemente irrilevante. Ma l’ispirazione del momento, l’intelligenza, la fantasia, possono arrivare ovunque. E’ una questione di cervello e di psicologia, perché bisogna anche essere bravi nel dominare l’ansia, il nemico più pericoloso».
La sua Italia è ampia e ci sono vari capitoli, diretti o indiretti…. Le finali con il Milan di Ancelotti, la sua esperienza all’Inter, la considerazione che le è stata più volte espressa da vari club.
«Ma Napoli è stata casa mia per due anni. L’ho girata tutta, ne ho ammirato la sua storia, la sua cultura, i suoi tesori, la sua sensibilità. E’ una città che ti entra dentro e non ti lascia più. E l’Italia mi è cara, vero». Viene quasi da chiederle: ci tornerà, un giorno?
«Ho un contratto di un altro anno e mezzo con il Dalian e sono contento di vivere questa esperienza. Mi spiace che proprio ora Hamsik abbia subito un lieve infortunio, ma per il momento non c’è campionato e quindi non abbiamo fretta. Però ci manca il calcio. Ma non possiamo fare altro che attendere le decisioni del Governo».
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