Conte e De Laurentiis: feeling ai minimi storici
L’editoriale di Michele Criscitiello: “Scrivo prima di Napoli-Milan, perché conta la visione, non il punteggio. Conte ha fatto miracoli, ma con De Laurentiis sarà battaglia”
Premessa d’obbligo: questo pezzo è stato scritto prima di Napoli-Milan, e non ha nulla a che vedere con il risultato. È una scelta voluta. Perché in Italia dobbiamo smetterla di giudicare un presidente, un allenatore o una squadra solo in base a quello che accade la domenica.
I giudizi devono andare oltre il campo. Devono basarsi su progetti, gestione, visione e responsabilità.
De Laurentiis, meriti enormi. Ma anche errori evidenti Partiamo dai fatti. Aurelio De Laurentiis ha preso il Napoli in Serie C. E nel 2023 ha vinto il primo scudetto della storia senza avere Dio con la 10 sulle spalle. È un risultato enorme. Innegabile.
È chiaro però che De Laurentiis è più imprenditore che presidente. E, forse, è proprio questo il punto: Napoli deve tenerselo stretto, perché oggi un presidente che mette soldi veri nel calcio non si trova con facilità.
Detto questo, non è immune da critiche. Ha un carattere che logora i rapporti con gli allenatori e non li blinda mai. E ha commesso due grandi errori imprenditoriali da quando è a Napoli. Il terzo glielo risparmiamo, perché è colpa dello Stato e della burocrazia: parliamo dello stadio.
Il centro sportivo? Un’idea dopo 20 anni è una follia La vera domanda è: com’è possibile che dopo 20 anni il Napoli non abbia ancora una casa? Ieri ho letto una sua dichiarazione:
“Forse ho trovato un centro sportivo per il Napoli con 10 campi.”
Per me, è assurdo. Questa è una priorità che andava affrontata dopo 2 anni, non dopo 20. Che un imprenditore visionario come De Laurentiis non ci abbia pensato prima, sorprende e delude.
Settore giovanile: un autogol inspiegabile Napoli è una città con un bacino enorme di talenti. Eppure non esiste un progetto strutturato sul settore giovanile. Nessun euro investito, nessun centro, nessuna visione. De Laurentiis ha sempre pensato solo alla prima squadra e alle plusvalenze.
Si può anche accettare come approccio imprenditoriale, ma non ti premia nel lungo periodo. Nel frattempo, realtà come Benevento hanno lavorato benissimo, approfittando proprio degli errori del Napoli e della Salernitana.
Conte e De Laurentiis: feeling ai minimi storici Il prossimo grande nodo sarà Antonio Conte. Ha un contratto lungo e importante. Ma trattenere un allenatore del genere senza più la sua piena voglia rischia di essere un boomerang.
Conte, oggi, sente le sirene da Milano e Torino. Quelle che un’estate fa sono rimaste inspiegabilmente spente. E anche se si è innamorato di Napoli e dei suoi tifosi, il rapporto con De Laurentiis è freddissimo.
In estate sarà una battaglia vera. E lì capiremo davvero come finirà questa storia.
Conte ha fatto un miracolo. Senza di lui, il Napoli non sarebbe questo Tutti lo sanno: Conte ha fatto miracoli, dentro e fuori dal campo. Ha dato un’anima, una struttura e una credibilità a un gruppo che sembrava smarrito.
Senza Conte, oggi, il Napoli non sarebbe più lo stesso. E De Laurentiis, a quel punto, dovrà decidere: continuare a gestire tutto da solo o fare un salto di maturità, condividendo progetto e potere.
🖋 Michele Criscitiello – Sportitalia
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