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L’abbraccio liberatore, il Napoli ritrova grinta e coraggio

La gioia immensa, l’abbraccio liberatore, la corsa verso Ancelotti, il gruppo azzurro che si unisce. Nel gol di Lorenzo Insigne col Salisburgo c’è tutto questo. 

Ci sono una serie di emozioni: di gioia, di rabbia, di voglia di esultare e di stare con gli altri. Emozioni tenute dentro per troppo tempo che sono esplose in un secondo, nel momento in cui la palla ha varcato la linea bianca. Sensazioni che hanno travolto non solo Insigne ma tutta la squadra.

L’abbraccio della squadra

Se ci deve essere uno spartiacque in questo movimentato inizio di stagione per il Napoli è quello di Salisburgo, ancora più precisamente il gol di Lorenzo Insigne. Un gol voluto, cercato con rabbia e con tecnica: uno stop alla Insigne, una deviazione decisiva a dimostrare che a volte la cattiveria agonistica spinge la dea bendata a premiare l’attaccante. Poi l’abbraccio liberatore con Carlo Ancelotti, quello con cui Insigne aveva avuto qualche screzio. Lo ha detto lo stesso giocatore che da capitano ha ammesso anche i suoi errori ma poi ha aggiunto: “E’ tutta acqua passata”. Si, perché in una famiglia succede così: si può anche litigare ma poi quando c’è voglia di dialogare i problemi si risolvono. Lo hanno fatto Insigne ed Ancelotti, ammettendo i propri gesti. Lo stesso allenatore del Napoli ha sottolineato che aveva mandato Insigne in tribuna con il Genk per dargli un segnale forte. Una scossa che pare sia servita. Per il capitano del Napoli ora sembra più orientato ad accettare anche una panchina, non vedendola come una punizione ma bensì come una mossa dell’allenatore per preservare forza e gruppo.

La vittoria di grinta e di coraggio

La vittoria con il Salisburgo è utilissima anche su un altro versante, quello della grinta e del coraggio. Carlo Ancelotti aveva detto più volte nelle scorse settimane di volere una squadra capace di soffrire. Il Napoli ha risposto sul campo, vincendo alla Red Bull Arena dove fino ad ora nessuno aveva passato: 70 partite, 60 vittorie Salisburgo e 10 pareggi. Non sono numeri a caso, nonostante la Bundesliga austriaca non sia il top dei campionati restano comunque grandi numeri. Il Napoli si è riuscito ad imporre con un gioco non ancora eccellente, ma con tanta voglia di soffrire, perché il Salisburgo ha messo in difficoltà la squadra azzurra. Haaland è stato devastante ed a tratti anche Koulibaly ha sofferto, ma il gol di Insigne resta l’emblema di una squadra che vuole reagire a tutti i costi, quella che dopo aver incassato un pugno vuole subito rialzarsi ed abbattere l’avversario. Ecco perché quella corsa e quell’abbraccio hanno travolto di emozioni tutta la squadra, ma anche Carlo Ancelotti che ha cercato di mantenere la sua solita calma ma dagli occhi traspariva la voglia di urlare di esultare.

Ritorna Allan  e super Meret

C’è anche un altro dato da sottolinea nella sfida con il Salisburgo, il ritorno di Allan ai suoi livelli. La grinta è il pane quotidiano per il centrocampista brasiliano che fino ad ora non aveva brillato ed invece per tutta la partita ha recuperato palloni, ringhiando sulle caviglie dell’avversario. Con queste motivazioni Allan può essere veramente fondamentale nel gioco di Ancelotti, che anche al Milan aveva Gattuso come equilibratore di una squadra ricca di talento. Lo stesso che hanno Mertens e compagni, che sanno di poter contare anche su un fenomeno tra i pali che corrisponde al nome di Alex Meret. Dopo le parate di Verona il portiere azzurro ha sfoderato un’altra super prestazione in Champions League, scacciando via paure e dubbi dopo quel doppio infortunio che addirittura aveva fatto temere per la sua carriera.

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