La Gazzetta sta con Acerbi: “Juan Jesus ha sbagliato tre cose”
La Gazzetta dello Sport analizza in profondità il caso Acerbi-Juan Jesus, individuando 3 precisi errori commessi dal difensore brasiliano
La Gazzetta dello Sport commenta il caso Acerbi-Juan Jesus, individuando 3 precisi errori commessi dal difensore brasiliano che avrebbero minato la sua posizione e favorito l’assoluzione dell’interista dalle accuse di razzismo.
Dopo la sentenza del Giudice Sportivo che ha assolto Francesco Acerbi dall’accusa di aver rivolto frasi razziste a Juan Jesus durante Inter-Napoli, la Gazzetta dello Sport interviene con un’analisi approfondita della vicenda. Il quotidiano milanese individua tre errori cruciali commessi dal difensore brasiliano del Napoli durante l’iter processuale, errori che avrebbero minato la sua posizione e favorito l’assoluzione dell’interista per insufficienza di prove.
• L’assenza di un legale Secondo la Gazzetta, il primo grande errore di Juan Jesus è stato quello di presentarsi all’audizione davanti al Giudice Sportivo “molto meno preparato di Acerbi”. Il motivo? Il brasiliano ha voluto affrontare il procedimento giudiziario da solo, appoggiandosi unicamente al suo agente Roberto Calenda e non ritenendo necessaria l’assistenza di un legale del Napoli. Una scelta che il quotidiano ritiene ingenua: “Probabilmente era talmente convinto della sua verità da affrontare l’audizione a cuor leggero. Un’ingenuità buona dal punto di vista umano ma quando ci sono di mezzo codici e avvocati è meglio essere molto attenti”.
• La mancata ricerca di testimoni Altro grave errore imputato a Juan Jesus è quello di non aver cercato e portato all’audizione eventuali testimoni in grado di confermare la sua versione dei fatti. Secondo la ricostruzione della Gazzetta, infatti, al difensore brasiliano “è stato chiesto se non ci fosse un compagno in grado di confermare la sua versione” ma lui “candidamente ha detto di no”. Un’occasione persa che, secondo il dispositivo della sentenza, “deve aver sorpreso procuratore e Giudice”, i quali hanno sottolineato che il “contenuto discriminatorio è stato percepito dal solo calciatore offeso, senza il supporto di alcun riscontro probatorio esterno, che sia audio, video e finanche testimoniale”.
• Le falle nella verifica del verbale L’ultimo errore individuato dalla Gazzetta riguarda il verbale dell’audizione. Il quotidiano sottolinea come in questi casi “un documento simile va letto più di una volta prima di sottoscriverlo, senza lasciarsi spaventare dalla terminologia giuridica e assicurandosi che tutto corrisponda alle proprie dichiarazioni”. Un passaggio cruciale che Juan Jesus, privo di un legale al suo fianco, potrebbe non essere riuscito a gestire in modo adeguato, data anche la barriera linguistica.
In conclusione, la Gazzetta ritiene che questi tre errori procedurali abbiano inevitabilmente influito sul giudizio finale, alimentando i dubbi sulla versione di Juan Jesus e consentendo ad Acerbi di essere assolto, nonostante la “buona fede” ribadita dal Giudice Sportivo. Un’analisi pungente che individua precise responsabilità nello stesso atteggiamento tenuto dal calciatore del Napoli di fronte a un procedimento giudiziario tanto delicato. Viene da chiedersi se a parti invertite la Gazzetta avrebbe puntato il dito sull’Interista.
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