Lo sapevi che: Il Teatro Augusteo fu la prima opera in cemento armato? Ecco la sua tormentata storia.

teatro augusteo
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Il Teatro Augusteo di Napoli fu la prima opera in cemento armato. L’Augusteo ha portato nella città partenopea grandi spettacoli di prosa, rivista e musica.

LA STORIA DEL TEATRO AUGUSTEO DI NAPOLI.

Negli anni dopo la prima guerra mondiale Napoli conobbe un grande sviluppo edilizio, soprattutto in direzione della collina del Vomero. Si sentì dunque il bisogno di collegare quest’ultima al centro cittadino, e fu studiato un grande progetto per creare una funicolare che avrebbe in pochi minuti trasportato un congruo numero di persone.

Per ottenere lo spazio necessario allo stazionamento di questa funicolare, fu abbattuta una parte di Palazzo Berio, storica costruzione del ‘600, con facciata ridisegnata dal Vanvitelli nella seconda metà del ‘700.

Il famoso architetto, in occasione del battesimo della Infanta Reale Carolina, vi aveva costruito un salone da ballo e un teatro di 1600 posti, conservandone la pianta a forma circolare.

Ragioni ereditarie portarono al decadimento e alla vendita del palazzo. Si suppone che nel creare la piazzetta antistante la Funicolare si sia conservata una parte di esso.

TEATRO E FUNICOLARE

Il teatro Augusteo, prima opera in cemento armato dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, allora trentacinquenne, su progetto dell’architetto Arnaldo Foschini coadiuvato dall’ingegnere Gioacchino Luigi Mellucci.

L’Augusteo è nato nella omonima piazzetta creata pochi anni prima per offrire uno sbocco al traffico della neonata funicolare Centrale, che collega il Vomero a via Toledo.

Il teatro è situato proprio sopra la Funicolare, come si ipotizza fosse l’antico teatro vanvitelliano; una struttura circolare con diametro di 30 metri e il centro del soffitto apribile.

Il teatro augusteo, riecheggiava i teatri a palchi del ‘700. L’edificio era dotato di ogni comfort moderno per l’epoca, come scala mobile, ascensori, impianto di aria condizionata, lucernario centrale della volta scorrevole.

I FASTI DEL TEATRO AUGUSTEO DI NAPOLI

La sala fu aperta al pubblico nel novembre ’29, con una serie di colossal (il cinematografo era allora la nuova forma d’arte…) accompagnati naturalmente da orchestra.

Essendo il cinema ancora muto; rivelò subito di avere una struttura destinata alla musica, secondo la studiata realizzazione architettonica. Il Teatro Augusteo ospitò i nomi celebri quali Tito Schipa, Beniamino Gigli, Giovanni Martinelli, oltre a tutti i grandi della canzone napoletana.

Nel gennaio del ’30 all’Augusteo fu proiettato il primo sonoro. Le “estive” presentarono concerti, balletti, fino alla Piedigrotta in cui le case editrici presentavano la nuova produzione di musica leggera, e che divennero un’abitudine storica per la città.

Divenuto ormai un teatro famoso, l’Augusteo ospitò la grande Joséphine Baker con il balletto del Casino di Parigi, le riviste, la prosa e Totò, a cui si aggiunse Ernesto Murolo.

Il teatro Augusteo, chiuso durante la seconda guerra mondiale (fu aperto un ricovero nella piazzetta). Riaprì con gli “alleati” nel ’45 come club della Croce Rossa.

 Negli anni 50 subì l’onta della ristrutturazione “moderna”, divenendo cinema del centro adatto a films di cassetta ma, soprattutto, subì stravolgimenti tecnici (che danneggiarono l’acustica) ed estetici (la copertura dei marmi rossi con pittura plastificata e la chiusura murata dei palchi).

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IL DECLINO DELL’AUGUSTEO

Nel 1980 fu il teatro Augusteo  fu chiuso definitivamente e qualche anno più tardi fu richiesto come spazio per un supermercato. Soltanto chi lo vede oggi dopo la ristrutturazione può comprendere quanto grave per la città sarebbe stata questa richiesta.

Per fortuna il caso ha voluto che la nuova gestione di Francesco Caccavale, dopo una trattativa durata circa tre anni con la Società proprietaria, intervenisse drasticamente sulla storica sala, ponendola come primo intervento sotto l’attenzione del Ministero dei Beni Culturali.

Riportandola, in un paio di anni, alla sua naturale funzione di sala d’arte, ormai soltanto teatro, anche se può ospitare, essendo attrezzato, serate cinematografiche d’eccezione.

IL TEATRO TORNA A SLENDERE

Nella sua nuova vita, l’Augusteo ha portato a Napoli grandi spettacoli: Gassman, Gaber, Proietti, Montesano, Grillo, Bramieri, Luca e Luigi De Filippo, De Simone, Peppe Barra.

Rugantino, Sette Spose per Sette Fratelli, Aggiungi un posto a tavola, Un paio d’ali, My Fair Lady, Evita, Jesus Christ Super Star, C’era una volta.. Scugnizzi.

Bruce Springsteen, Emii Stewart, Natalie Cole, Fiorello, Claudio Baglioni, Paolo Conte, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Ivano Fossati, Renzo Arbore, Renato Zero.

Ancora: Michel Petrucciani, Orchestra Scarlatti , M. Rostropovich, Joaquìn Cortez,..).

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Mai citato nei suoi libri, ma sempre ricordato come una delle opere a lui più care, il cinema-teatro Augusteo conferma le capacità di Pier Luigi Nervi di destreggiarsi con soluzioni strutturali iperstatiche ardite.

Fonte: Gabriella cundari