Giovanni Manna, il predestinato che ha costruito lo scudetto del Napoli
In un angolo d’Italia, a Vallo della Lucania, si dice che «vincere non è importante: è l’unica cosa che conta». Una filosofia che oggi abbraccia anche Napoli, e che ha trovato nel giovane direttore sportivo Giovanni Manna l’interprete perfetto di un’idea vincente. A raccontarlo, con uno sguardo attento e personale, è Antonio Giordano dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, che ripercorre l’ascesa del 36enne dirigente protagonista di una stagione memorabile.
Manna ha ricevuto la chiamata che ha cambiato la sua carriera nella primavera del 2024: dall’altro capo della linea, Aurelio De Laurentiis. «Vuoi provarci?», gli chiese il presidente del Napoli. Manna accettò senza esitazioni, portando con sé visione, pragmatismo e una rete di contatti costruita negli anni, tra giovani talenti e rapporti solidi con procuratori e dirigenti. A Napoli ha portato calciatori già affermati e altri da lanciare: Alessandro Buongiorno, «il colpo di cui sono più orgoglioso», McTominay, Neres, Gilmour e Lukaku. Acquisti fondamentali per la cavalcata verso il quarto scudetto azzurro.
Nell’analisi firmata da Giordano, Manna emerge come uomo silenzioso ma decisivo, capace di gestire anche momenti complessi come la cessione di Kvaratskhelia a gennaio. Le alternative (Ndoye, Lang, Garnacho, Adeyemi) furono valutate, ma la scelta fu quella di rinviare l’investimento a giugno. Una decisione coraggiosa, ma ben ponderata.
Manna si gode il successo senza clamori, consapevole che a 37 anni si è già costruito un nome nel calcio italiano: «Questo scudetto è il capolavoro della mia ancora piccola carriera. Sono felice», ha confidato. Dalla prima esperienza a Forlì, passando per Lugano, fino all’incontro con Zeman, e la chiamata di Federico Cherubini – da lui definito il suo «papà calcistico» – ogni tappa è stata un passo verso la vetta.
Il futuro? Non è ancora tempo di sognare De Bruyne o Jonathan David, ma la rotta è tracciata. Per ora, c’è solo da godersi il tricolore. Con discrezione, come piace a lui, e magari con le onde di una spiaggia a fare da sfondo alle sue prossime riflessioni.
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