Gazzetta dello Sport: “Orchestra Conte”

Conte

Conte - fonte lapresse - napolipiu.com

Chiamatelo pure Antonio il risolutore. Nessuna magia, nessun trucco: solo lavoro maniacale sul campo, attenzione ossessiva ai dettagli e una capacità rara di trasformare le difficoltà in opportunità. È il ritratto di Antonio Conte tracciato da Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, inviato a Napoli, per raccontare la rinascita azzurra dopo un momento che sembrava aver segnato la fine della corsa.

Dal pomeriggio del 9 novembre, quando il Napoli appariva smarrito, è nato un altro Napoli. Come ricostruisce Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, dalla tempesta di Bologna è emersa una squadra rivoluzionata, più solida e soprattutto più affamata. Conte non si è abbattuto davanti a infortuni, emergenze e qualche scivolone esterno: ha cambiato pelle alla sua creatura, riscrivendo assetti e gerarchie.

La svolta passa dalla rivoluzione tattica. Nonostante l’emergenza infortuni non sia mai davvero rientrata, Conte ha rialzato il muro difensivo, trovato nuovi protagonisti e nuove soluzioni offensive. Da fine novembre in avanti, sottolinea ancora la Gazzetta dello Sport con Vincenzo D’Angelo, il Napoli è diventato un’altra squadra: Supercoppa Italiana conquistata e uno scudetto bis che, senza proclami, resta nel mirino.

Nello spogliatoio azzurro la consapevolezza è cresciuta. «Abbiamo lo scudetto sul petto e dobbiamo onorarlo fino alla fine», ha detto Spinazzola dopo la vittoria con la Lazio, parole riportate da Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, che raccontano una mentalità tornata vincente. E i numeri parlano chiaro: quattro vittorie consecutive tra Supercoppa e campionato, quattro successi per 2-0, simbolo della ritrovata solidità difensiva, marchio di fabbrica delle squadre di Conte.

Il passaggio al 3-4-2-1 è stato decisivo. Un modulo che Conte aveva già in mente nell’estate 2024, prima degli arrivi di Neres, Lukaku e McTominay. Con questo sistema il Napoli ha battuto Atalanta, Roma e Juventus in campionato, poi Milan e Bologna in Supercoppa, fino al dominio contro la Lazio di Sarri. Come evidenzia Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, oggi la squadra ha gli occhi e l’ardore agonistico del suo allenatore: aggressiva, intensa, capace di sfiancare gli avversari togliendo loro fiato e certezze.

I protagonisti non mancano. In mezzo al campo, nonostante gli uomini contati, Conte ha prima reinventato Elmas regista e poi riportato McTominay nel ruolo di centrocampista “box to box”. Scott segna meno, ma domina la mediana: strappa, cuce ed è sempre un fattore. Politano e Spinazzola sono tornati centrali, interpreti duttili capaci di essere terzini, ali o attaccanti a seconda delle fasi. Il gol di Spinazzola alla Lazio, nato da un assist di Politano, è l’immagine perfetta del nuovo sistema, come sottolinea ancora la Gazzetta dello Sport, a firma Vincenzo D’Angelo.

Dietro, Juan Jesus sembra ringiovanito atleticamente, Rrahmani è una garanzia. Davanti, Neres e Hojlund sono devastanti: il brasiliano illumina, il danese domina l’area come il primo Lukaku plasmato da Conte. La strada è ancora lunga, ma il Napoli ora è un’orchestra che suona all’unisono. E il direttore, conclude Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, è sempre lui: Antonio Conte, il vero segreto del nuovo Napoli vincente.