Febbre scudetto in città. Conte blinda la squadra “Ora conta solo il Genoa”
CASTEL VOLTURNO – Nessuna festa, nessun rilassamento. Nel ritiro del Napoli la parola d’ordine è una sola: concentrazione assoluta. Lo scudetto è vicino, ma Antonio Conte non vuole sentire parlare di traguardo finché non ci sarà la certezza matematica. Come racconta Marco Azzi per la Repubblica Napoli, la squadra si è ritrovata ieri a Castel Volturno dopo due giorni di riposo, accolta dal consueto bagno d’affetto dei tifosi, ormai abituati a presidiare l’esterno del Training Center come in un rito quotidiano.
L’entusiasmo della città è alle stelle, ma è proprio questo che preoccupa Conte. I tre punti di vantaggio sull’Inter a tre giornate dalla fine non bastano per abbassare la guardia. Servono ancora almeno sette punti – due vittorie e un pareggio – per mettere le mani sul tricolore. Il tecnico lo sa bene, e ha già identificato le ultime tre gare (contro Genoa, Parma e Cagliari) come trappole da disinnescare una alla volta.
Conte in allarme: Lobotka si ferma, Gilmour pronto
Come riporta ancora Azzi per la Repubblica Napoli, la cattiva notizia delle ultime ore riguarda Stanislav Lobotka, fermato da un trauma contusivo-distorsivo alla caviglia. Lo slovacco ha svolto accertamenti e le possibilità di vederlo in campo domenica contro il Genoa sono minime. Il regista proverà a recuperare almeno per la panchina. Al suo posto è pronto Billy Gilmour, chiamato a prendere in mano le chiavi del centrocampo.
Un’altra assenza che si aggiunge a un quadro già complicato: restano infatti indisponibili anche Neres, Buongiorno e Juan Jesus. Una rosa ridotta all’osso, che Conte sta tenendo in piedi da settimane con sacrificio, turn over mirato e soprattutto tanto spirito di gruppo. Pressione e sogno: il Napoli alla prova finale
I pericoli non sono solo fisici. Le sofferenze dell’ultima trasferta in Puglia hanno dimostrato quanto la tensione possa giocare brutti scherzi. Il Napoli sa di dover stringere i denti ancora un po’, e il tecnico leccese ha alzato ulteriormente il livello di attenzione, rinforzando la sua trincea mentale. Lo scudetto non è ancora conquistato: è questo il mantra che riecheggia nello spogliatoio.
In città, intanto, cresce la febbre tricolore. Ma il club continua a tenere un basso profilo: nessuna celebrazione in vista, nemmeno un confronto con il presidente. Aurelio De Laurentiis, al rientro da impegni personali, incontrerà soltanto il sindaco Gaetano Manfredi per discutere dello stadio, mentre con Conte non è previsto alcun summit. Il futuro può attendere.
Domenica sera, però, il Maradona sarà una bolgia. Napoli-Genoa è la prossima tappa di un cammino che ora non prevede soste, né tentennamenti.
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