Lo sdegno di Di Canio per i cori contro Maradona: “E’ una cosa che proprio non si può”

Spezia-Napoli, Paolo Di Canio condanna fortemente i cori contro Maradona: “Vergogna, non si può insultare un morto”.

Spezia-Napoli, Paolo Di Canio condanna fortemente i cori contro Maradona: “Vergogna, non si può insultare un morto”.

Rabbia Di Canio , l’amaro commento sui cori contro Maradona . Ieri durante il match tra Spezia e Napoli, i tifosi spezzini hanno suscitato indignazione con i cori contro Maradona: “ Oh mamma mamma mamma sai perché mi batte il corazon, è morto Maradona “.

Questo ha scatenato una forte reazione da parte dell’ex calciatore del Napoli, Paolo Di Canio , che ha espresso il suo parere durante Sky Calcio Club.

Di Canio ha iniziato dicendo: “ Non si può insultare un morto, è una cosa che proprio non si può”. Ha poi continuato: “Ormai si pensa così di offendere gli altri e provocare fastidio. E lo dice uno che è stato un militante ultrà da giovane. Allo stadio ormai si è in un sfogatoio ed alla base c’è una maledizione incredibile “.

Di Canio ha fatto riferimento alla situazione attuale dei tifosi, che sembrano aver perso il rispetto verso gli avversari e verso i calciatori che hanno fatto la storia del calcio. Non solo Maradona, ma anche altri calciatori del Napoli sono stati oggetto di cori offensivi negli stadi italiani, e questo ha portato a una generale perdita di rispetto nei confronti del gioco e dei suoi protagonisti.

Di Canio ha concluso il suo discorso sottolineando l’importanza di ritrovare il rispetto per il gioco e per i suoi protagonisti, e di tornare a vivere la passione per il calcio in maniera sana e divertente. Solo in questo modo sarà possibile ridare appeal al calcio italiano, che sta attualmente attraversando un momento difficile a causa della perdita di interesse da parte del pubblico.

In conclusione, la situazione attuale dei tifosi e del calcio italiano richiede un cambiamento profondo. Se chi governa il calcio non ha la volontà di eliminare questo cancro, saremo sempre qui a parlare dell’ennesimo episodio di cori razzisti. Tutti si indignano, ma poi si torna alla normalità.

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