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Bari, il business plan di De Laurentiis: “Investimenti precisi, focus sui giovani talenti e marketing aggressivo”

Ecco il business plan con cui De Laurentiis ha convinto il sindaco di Bari Decaro: Investimenti precisi, focus sui giovani talenti e marketing aggressivo.

BARI –  Il sito Baritoday, ha pubblicato un focus su De Laurentiis e il Busines Plan previsto per la Ssc Bari.

IL Business Plan di De Laurentiis

Una strategia di mercato definita per i prossimi tre anni, dall’avvio dalla D fino alla risalita alla massima serie, con cifre e movimento dettagliati. Una precisione che ha conquistato anche la commissione esaminatrice e il sindaco Decaro, che oggi ha presentato ufficialmente la SSC Bari di Aurelio De Laurentiis, storico patron del Napoli, a Palazzo di Città. Business plan alla mano, vediamo quali sono le strategie che hanno permesso al proprietario della Filmauro di sbaragliare la concorrenza delle altre 10 proposte in gara nella manifestazione d’interesse.

“Interventi economici massicci il primo anno”

In apertura del documento presentato al Comune, De Laurentiis spiega subito che il primo anno sarà quello più importante sotto il profilo dello ‘sforzo economico’. dovuti alla “necessità di allestire – spiega – in un lasso di tempo ridotto (atteso che l’inizio del campionato d i Serie D 2018-2019 inizierà il 03 settembre 2018), una nuova società e una squadra altamente competitiva che punti certamente a conseguire l’accesso al settore professionistico al primo anno di attività“.

Di che cifre si parla?

Si parte dai 31mila euro di fideiussione necessari per l’iscrizione alla serie D, a cui vanno aggiunti non più di altri 20mila euro per le spese accessorie. Poi ci sono tutte le altre spese necessarie a garantire alla squadra un’agevole ritorno al calcio professionistico in un anno, riportate nel business plan:
per affrontare un campionato di Serie D di vertice, possano essere previsti costi per circa 3.000.000,00 di euro, considerato l’elevato standing del personale che abbiamo contattato per un immediato rilancio della società, che necessità di elevate performance in tempi ridotti.
A questi vanno poi aggiunti circa 2 milioni di euro, è la previsione, per pagare il monte stipendi di giocatori e personale impiegato dalla SSC Bari, oltre a un massimo di 250mila per le infrastrutture utilizzate per le spese relative alle infrastrutture. Infrastrutture che comprendono sia lo Stadio della Vittoria, che il San Nicola.

Rilancio del settore giovanile e attività di Marketing

Tra gli altri aspetti toccati nel business plan della stagione 2019/2020 ci sono il rilancio del settore giovanile (con scuole calcio e football club legati anche al calcio femminile), il sostegno economico dei tifosi (la società auspica la presenza di 10mila-15mila spettatori per ciascuna gara casalinga, con un ricavato annuo di 400mila euro) e le attività di marketing (che prevederebbe ricavi di almeno un milione e mezzo di euro tra i tre main sponsor, cartellonistica allo stadio e spazi pubblicitari di pertinenza).

I due anni successivi

L’obiettivo prefissato, come già detto, è il ritorno in serie C già dopo un anno. Aspetto che comporterà “l’incremento – si legge – di almeno il doppio del costo del personale”, a cui si aggiungeranno le spese contributive per i nuovi contratti. Salgono i costi, ma anche i ricavi per ticket e diritti d’immagine dei giocatori, che la nuova società quantifica nel 15-20 per cento in più, ai quali si aggiungono “i premi di valorizzazione e/o di rendimento dei tesserati, quantificabili in almeno 200.000,00 – 300.000,00 euro”.

L’obiettivo nel secondo anno, rimane comunque, la creazione di un team che possa accedere almeno ai playoff di promozione “e quindi di allestire una formazione competitiva con significativo esborso per i costi del personale” spiega nel documento De Laurentiis.

E nella stagione 2020/2021?

Qui le variabili in giochi cambiano, tanto che nello stesso business plan De Laurentiis non si scuce più di tanto sulle previsioni finanziarie considerando che “a differenza delle precedenti, la previsione circa la categoria di appartenenza del club risulta assai più complessa” ricorda. In caso di permanenza in C, l’obiettivo è naturalmente la promozione per l’anno successivo e il ritorno in serie B.

Se invece il miglior risultato dovesse essere già conseguito, l’obiettivo rimane quello dei playoff. E qui De Laurentiis pesca appieno nella tradizione, che vede “a parte i club neo retrocessi dalla massima categoria, beneficiari del paracadute, società neopromosse dal campionato di Serie C, che mantengano pressoché lo stesso organico (con conseguente leggera differenza di costi), collocarsi nelle prime 7-8 posizioni di classifica del torneo.

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