Zico: «Perdonai Maradona per il gol di mano. Diego era uno dei miei migliori amici. Vi racconto un retroscena»
Zico e Diego Armando Maradona amici dentro e fuori al campo. L’ex stella dell’Udinese ricorda el Pibe de Oro.
Zico e Diego Armando Maradona amici dentro e fuori al campo. L’ex stella dell’Udinese ricorda el Pibe de Oro.
Arthur Antunes Coimbra noto ai più come Zico e Diego Armando Maradona erano grandi amici dentro e fuori dal campo . Prima della Mano de Dios venne la Mano di Diego. Ma El Pibe – all’epoca – non ebbe l’ardire di sostenere che le due cose coincidevano. Segnò con la sua manina santa, appositamente chiusa a pugno davanti alla fronte. Non disse niente, la sfangò. L’arbitro non se ne accorse, Diego non si pentì. Accadde in un pomeriggio primaverile di metà Anni 80 a Udine.
Prove generali per la mano de dios che El Pibe mise in scena al Mondiale messicano , un anno dopo contro l’Inghilterra. Era Udinese-Napoli 2-2, 12 maggio 1985, partita già di per sé carica di significati postumi: è quella la prima e ultima volta in cui si sfidano in Serie A.
Zico ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano il Mattino, nella quale ha raccontato il suo rapporto con Diego Maradona .
O’ Galinho per gli amici, Arthur Antunes Coimbra per l’anagrafe e Zico per il mondo intero, si è concesso al lungo abbraccio di Udine. Franco Dal Cin, l’ex ds dell’ Udinese , lo ha voluto alla presentazione del libro scritto sulla vicenda che portò il campione brasiliano a Udine (anche con la preziosa collaborazione dell’allora dirigente del club, il campano Salvatore Fiore) e che sfociò nella clamorosa protesta di piazza e quel memorabile protesta “O Zico o Austria”.
Ospite dell’amico Alessandro Scarbolo, è stato anche in visita all’Udinese Club di Orsaria, Zico ha voluto ricordare anche i duelli con Maradona, i due numeri 10 che incantavano la serie A negli anni Ottanta .
Zico, ha mai perdonato a Maradona quel gol di mano fatto allo stadio Friuli?
« Certo, mi arrabbiai lì per lì anche perché con quel gol il Napoli pareggiò la partita. Ma poi perdonare Diego è stata la cosa più semplice del mondo. L’errore fu dell’arbitro e soprattutto del guardalinee di destra che non vide il suo tocco con lamano. Ma poi ci abbiamo spesso riso sopra, quando ci siamo rivisti in giro per il mondo. E io gli ho sempre detto: “Contro di me ti sei allenato quel pomeriggio, poi lo hai rifatto meglio al Mondiale in Messico il gol con la mano ”».
Sorpreso da questa emozione in tutto il mondo, non solo a Napoli o in Argentina, per la sua morte?
«No, perché lui era capace di gesti di umanità straordinari. Lo hanno pianto, non solo perché è stato uno dei più forti al mondo all’epoca ma anche perché era una persona unica e generosa. Anche quando mio figlio Junior organizzava la partita di beneficenza al Maracanà a Rio de Janeiro, lui ha sempre fatto l’impossibile per non mancare. E non è mai mancato. Per questo, non c’era bisogno di perdonare Diego per quel fallo di mano».
Il secondo gol all’Inghilterra in Messico?
«Una rete fantastica, forse una delle più belle reti in assoluto che si sono viste su un campo di calcio».
Le sarebbe piaciuto giocare a Napoli?
«Io mi sono trovato bene ovunque sono andato a giocare, sono convinto che sarei stato bene anche a Napoli. Anche oggi mi pare sia una grande squadra».
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