Gazzetta. Gli ultras napoletani della Juve contro Tradizione: “Mo ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘o nuost”

Tensione tra gli ultras della Juventus dopo gli arresti dell’inchiesta Last Banner. La frangia dei Napoletani dei True Boys vuole il predominio nel primo anello.




La Gazzetta dello sport, racconta di una guerra intestina in atto tra i gruppi ultras della Juventus. Secondo il quotidiano, con i capi in prigione, gli ultrà bianconeri, divisi e disorientati dopo l’inchiesta «Last Banner», giocheranno la loro complessa partita.

Così Juve-Verona (livello 3 di rischio, il massimo) farà storia: per la prima volta non penzoleranno gli striscioni dei gruppi, sequestrati dalla Digos.

Da Tradizione ai Drughi, revocata l’autorizzazione a esporre i simboli. E per la prima volta nelle curve italiane entreranno gli steward a far rispettare i diritti di ogni tifoso e ad evitare che si ammassi gente lungo le vie di fuga: «Torna la legalità», fanno sapere dalla polizia.

Alto è, comunque, il rischio di sciopero del tifo perché solo una parte degli ultrà ha deciso di esserci: fuori, invece, possibili presidi e striscioni contro la società.

TENSIONE TRA GLI ULTRAS DELLA JUVE

Tra gli effetti di Last Banner anche il riaccendersi di pericolose rivalità interne e anche su questo oggi è massima allerta.

I True Boys, hanno lanciato una minaccia pubblica a Tradizione (il cui capo, Umberto Toia, è agli arresti) per il predominio nel primo anello. E per evitare cori razzisti contro Napoli: «Mo ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘o nuost. Volete la tarantella? E noi ve la diamo…», ha scritto in Rete il loro capo Davide Nouaimia Bonavita, napoletano emigrato in Germania.


La pressione degli ultrà arrivava quasi dentro allo spogliatoio. Ieri Federico Bernardeschi si è dovuto difendere sui social dopo aver appreso che il capo dei Drughi, Dino Mocciola, e il suo luogotenente Domenico Scarano (entrambi arrestati) a gennaio parlavano di lui.