Beccantini: “Napoli, pacchi regalo dallo Spezia: vanno scartati, non coccolati”

Beccantini ritiene che il Napoli ha messo il pilota automatico ed ha vinto facilmente a Spezia

Roberto Beccantini scrive che il Napoli ha ricevuto pacchi regalo dallo Spezia: vanno scartati e non coccolati

Roberto Beccantini esprime la sua opinione sulle partite di Napoli ed Inter. La firma di rilievo del giornalismo sportivo italiano scrive così attraverso i suoi profili social: “Lassù in cima, il Napoli: troppo per tutti. Quaggiù, Lau-toro. Ha firmato il derby dell’Inter, ha cacciato il Milan dalla zona Champions. A Riad era finita 3-0, stavolta 1-0. Ma per un tempo, sembrava di essere ancora là, in Arabia. Padrona e signora, la squadra di Inzaghi, come certifica il 74% di possesso. Pioli, povero cristo, si era coperto. In teoria, mossa saggia. In pratica, un suicidio. Perché il 3-5-2 è diventato subito un 5-3-2; perché Tonali e Krunic erano accerchiati e soverchiati; perché Messias , Origi e Giroud non la beccavano mai; perché non si può lasciar fuori, anche se in crisi di contratto, la freccia più velenosa, Leao . E comunque: Pobega, non Messias”.

Beccantini ritiene che il Napoli ha messo il pilota automatico ed ha vinto facilmente a Spezia

Beccantini ha poi proseguito: “Capitan Martinez è stato l’anima dell’Inter. Tutto attorno, compreso il «parigino» Skriniar, un blocco di cemento. Barella, Calha, Dimarco, lo stesso Dzeko . Il Diavolo pareva un angioletto sperduto, tanto girava in folle, tanto mendicava, se non un tiro, almeno un ricordo. I cambi, da Brahim Diaz e Leao, gli hanno dato qualcosa, sì, ma il portiere più impegnato continuava a essere Tatarusanu. Calava un po’ l’Inter, non al punto, però, da rimettere in gioco cugini stravolti anche se non travolti”.

Su Spezia-Napoli , il giornalista ha affermato: “ Pilota automatico e via. Per un tempo gli avversari, decimati, tengono botta. La capolista è la maglia gialla attenta più a non forare che a buttare lì qualcosa. Succede tutto nella ripresa. Tre regali, tre gol. Il primo è il braccio largo di Reca: rigore di Kvara “.

“Il secondo, l’uscita amletica di Dragowski : testa ronaldiana di Osimhen . Il terzo, la palla persa di Caldara : assist del georgiano al nigeriano (e 16). I «pacchi», sia chiaro, vanno scartati, non semplicemente coccolati. Così fu. In attesa della Champions, Spalletti non sa più come tenere buono il loggione: bravo (e beato) lui”.