Calcio Napoli

Napoli-Konami, Vulpis: “Ottimo colpo di marketing, farà crescere la società”

Il Napoli ha chiuso un accordo con Konami, il centro sportivo degli azzurri porterà il nome dell'azienda giapponese

Continua il processo di crescita e internazionalizzazione del Napoli che chiude un accordo importantissimo con Konami. Anche Marcel Vulpis vice presidente vicario della Lega Pro ed esperto di marketing esalta l’operazione messa a segno dalla società partenopea: “Napoli che cresce sul piano del marketing? Da questo punto di vista ha una creatività culturale superiore alla media, Formisano sta facendo un ottimo lavoro. Deve continuare anche sul tema dell’internazionalizzazione, il Napoli può avere una forte espansione“.

Con Marcel Vulpis si parla anche di Superleague, tema ancora molto scottante: “Non vedo come i club italiani possano partecipare, ora si escluderebbero dai campionati nazionali. Sarebbe un suicidio sportivo fuori dal normale. Non credo che a questi livelli si arrivi a fare scelte di questo tipo. Debiti? Andando anche oltre la norma anticlausola non c’è una legge italiana che dice che i club siano obbligati a prendere top player. A me non risulta. In un momento di pandemia, in qualsiasi azienda, bisognerebbe fare attenzione al contenimento dei costi. Prima di poter pensare a qualsiasi fantasiosa idea servirebbe dimostrare di saper fare calcio senza spendere cifre folli. Napoli e Atalanta dimostrano che si può fare calcio in modo intelligente“.

Secondo Vulpis questi sono i momenti “dell’austerity ed ho sempre fatto i complimenti per la gestione a De Laurentiis e Percassi. Poi verranno i tempi di El Dorado ma non è questo il momento per fare le follie Gravina ha detto cose giuste. Poi se non ci sono dall’altra parte persone di buonsenso questo è un altro.
Se non sei in linea con la politica di un club, te ne vai. Onestamente – l’ho detto e l’ho scritto – non vedevo l’operazione Ronaldo di buon occhio. Sono successe cose imprevedibili ovviamente ma nell’analisi una percentuale di rischio andava messa. In questo Paese bisogna pensare di finirla che ogni anno il fatturato crescere: non c’è nessuna legge di mercato che preveda questo. Serve anche un piano B, altrimenti ti ritrovi un tesserato che da solo pesa il 20% dei costi. Gravina sta facendo le cose giuste, lo chiamerei San Gravina“.

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